l’Italia è una potenza del tennis
Non ce lo saremmo mai sognato. Neanche il più ottimista degli italiani che abbia iniziato a seguire il tennis tra il 1877 (anno della prima edizione di Wimbledon) e il 2019 (l’esordio Slam di Jannik Sinner) avrebbe mai potuto immaginarsi che l’Italia un giorno sarebbe diventata la migliore nazione in campo maschile e la seconda in assoluto. Ma è tutto vero. In questa ricerca abbiamo analizzato i risultati delle 4 prove dello Slam, sommando i punti ottenuti da giocatori e giocatrici delle varie nazioni, ma utilizzando un paio di aggiustamenti.
In primis, non abbiamo considerato i 10 punti ricevuti da chi perde al primo turno, questo per non favorire ingiustamente le nazioni che ospitano i Major e quindi offrono diverse wild-card ai loro connazionali. Inoltre per equiparare i due circuiti e dargli lo stesso peso abbiamo adottato il sistema di punteggi dell’ATP (che reputiamo meglio strutturato di quello della WTA, sebbene le differenze non siano sostanziali) anche per le donne.
Come detto, l’Italia ha chiuso il 2025 in vetta nel circuito maschile, per il secondo anno consecutivo, mentre nel femminile si è piazzata al tredicesimo posto con 700 punti che hanno comunque contribuito al secondo posto nella classifica generale, in cui siamo dietro solamente alla storica corazzata statunitense. Gli americani, sebbene non vincano uno Slam in campo maschile dal 2003, continuano a sfornare molti giocatori di livello (ben 18 uomini e 20 donne hanno ottenuto punti quest’anno) confermando di essere ancora i migliori, quanto meno a livello quantitativo.
Se i 6600 punti ottenuti da Sinner grazie ai due titoli e alle due finali hanno ovviamente avuto un peso fondamentale per il piazzamento degli Azzurri, va comunque evidenziato come siano andato a punteggio ben 9 altri giocatori(Musetti, Sonego, Cobolli, Berrettini, Darderi, Arnaldi, Bellucci, Gigante e Passaro). E il fatto che, anche se escludessimo Jannik, l’Italia si piazzerebbe comunque al quarto posto nel Maschile e al settimo nella generale dimostra come il movimento sia solido a prescindere dai risultati stratosferici ottenuti dall’Altoatesino. Guardando altrove, da notare il calo della Russia che si mantiene al quarto posto nella classifica generale grazie ai risultati delle ragazze ma che, in attesa della definitiva consacrazione di Mirra Andreeva, per la prima volta dal 2018 non ha avuto nessun rappresentante nelle semifinali degli Slam.
