LO SCERIFFO CHIUDE TUTTE LE SCUOLE

La situazione sul fronte Covid torna a peggiorare. E mentre aumentano i casi e c’è paura per le varianti, alcuni governatori si apprestano a prendere misure di contenimento. Che si aggiungono ai cambi di fascia di rischio di varie regioni che saranno ufficializzati dal ministro Roberto Speranza a breve.

In Campania, regione che va verso la fascia arancione, si chiudono tutte le scuole.  “Da lunedì chiudiamo tutte le scuole”, ha detto su Facebook il governatore Vincenzo De Luca. Durante la diretta ha sottolineato che soprattutto nelle scuole di Napoli si sono registrati diversi casi di variante inglese.

Anche nelle Marche si prendono provvedimenti. Ill presidente Francesco Acquaroli ha firmato oggi un’ordinanza che dispone, a partire da domani (sabato 27 febbraio) e fino al 5 marzo 2021, la didattica a distanza (DAD) al 100% in tutte le scuole superiori. Nelle sole province di Ancona e Macerata la stessa modalità in DAD al 100% riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie (secondarie di primo grado). Resta garantita la possibilità di svolgere la presenza per i laboratori, gli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Un provvedimento necessario per contrastare la diffusione del virus in ambito scolastico e nelle classi di età maggiormente colpite, intervenendo nelle province in base alla differente intensità di incidenza rilevata nelle diverse fasce di età. L’incidenza è maggiore nella provincia di Ancona e Macerata, specie nelle classi di età 11-13 anni e 14-18 anni. Tuttavia si segnala anche nelle restanti province un deciso incremento dei contagi nella classe 14-18 anni. Da questo si è reputato necessario l’intervento su tutto il territorio regionale. Nel provvedimento viene disposta anche la proroga fino al 5 marzo, a scadenza dell’attuale Dpcm, delle ordinanze già in vigore, che dispongono i limiti di spostamento in entrata e in uscita nel territorio provinciale di Ancona e le restrizioni per i 20 comuni in zona arancione dell’Anconetano.

Didattica digitale integrata in Puglia. Questa volta, secondo il Tar di Puglia,

sezione di Bari, l’ordinanza di Michele Emiliano sulla scuola (didattica digitale integrata, cioè a distanza, con eccezioni, soprattutto per il ciclo primario e infanzia, è meglio motivata. Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dal Codacons Lecce e da alcuni genitori, cui si sono associati alcuni insegnanti e associazioni, contro le varie ordinanze sulla scuola del presidente della Regione Puglia compresa l’ultima, quella di martedì sera che prevede in sostanza la ddi (didattica digitale integrata) con alcune eccezioni in particolare per le scuole dell’infanzia, elementari, e medie per i Cpia.

Su quest’ultima decisione della Regione (ma anche sulle precedenti) i ricorrenti ieri hanno presentato motivi aggiunti. Lo stesso giudice Ciliberti, pronunciandosi su una precedente ordinanza, aveva accolto il ricorso di altri genitori costringendo quindi il presidente martedì sera a emettere una nuova ordinanza.

Un monito sulle scuole arriva anche dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “Possiamo dire con chiarezza, e me ne assumo la responsabilità, che la scuola oggi è un vettore di contagio importantissimo, purtroppo. E che ci sono invece delle attività, magari piccole e parziali rispetto all’attività complessiva, che però non comportano maggiori rischi”. 

Secondo il governatore la decisione di riaprire le scuole in presenza è stata una misura “ideologica”, perché “con l’attività a distanza può andare avanti” lo stesso a differenza delle attività economiche chiuse. Una tesi che, però, non vede tutti d’accordo.

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