LOCKDOWN NELLE ZONE ROSSE

Coprifuoco in tutta Italia dalle ore 22 e fino alle 5 di mattina con possibilità per sindaci e prefetti di chiudere le aree della movida per tutta la giornata o in determinate fasce orarie. Divieto di ingresso e di uscita dalle regioni in zona rossa e zona arancione. Nelle zone rosse la limitazione agli spostamenti sarà totale (salvo che per lavoro, necessità, salute o per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza), realizzando così un vero e proprio lockdown con la sola differenza, rispetto a quello di marzo-aprile, della parziale apertura delle scuole.

Nelle zone arancioni la mobilità sarà garantita all’interno del proprio comune di residenza o domicilio. Per uscire dai confini comunali serviranno valide motivazioni lavorative, di studio, salute, necessità.

Bar e ristoranti dovranno abbassare le saracinesche sia in zona rossa che arancione. Resterà consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle ore 22 la ristorazione da asporto. Nelle zone rosse chiuderanno anche tutte le attività relative ai servizi alla persona (parrucchieri, estetisti e barbieri) nonché tutte le attività commerciali al dettaglio fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità svolte negli esercizi di vicinato e nella grande distribuzione. In zona rossa chiuderanno anche i mercati (salvo che per la vendita di generi alimentari) mentre resteranno aperti, come durante il lockdown di marzo e aprile, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Per quanto riguarda la scuola, in zona rossa dovranno migrare verso la didattica a distanza tutte le attività scolastiche dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado. Potranno continuare in presenza le scuole dell’infanzia, la primaria e la scuola media ma solo per il primo anno di frequenza.

Nelle zone rosse dovranno chiudere anche i centri sportivi all’aperto che finora avevano potuto continuare a garantire agli iscritti l’allenamento quantomeno in forma individuale. Sospesi, in zona rossa, anche tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva. L’attività motoria in zona rossa sarà ammessa con le limitazioni che abbiamo conosciuto durante il lockdown della prima ondata di Covid, ossia solo in prossimità della propria abitazione e con obbligo di utilizzare la mascherina. L’attività fisica sarà possibile solo all’aperto e in forma individuale.

È questo in sintesi il quadro delle misure contenute nella bozza di nuovo dpcm illustrato ieri dal governo alla regioni e che resterà in vigore da domani e fino 3 dicembre. Il nuovo decreto di palazzo Chigi disegna un doppio binario di misure con restrizioni che si applicheranno su tutto il territorio nazionale e altre che invece riguarderanno solo le aree del Paese caratterizzate da scenari pandemici di elevata gravità (zona arancione) e massima gravità (zona rossa). Quali siano le regioni a cui si applicheranno tali limitazioni lo deciderà con ordinanza il ministro della salute Roberto Speranza sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici, sentiti i governatori dei territori interessati. L’aggiornamento della situazione epidemiologica della singola regione avverrà ogni 15 giorni e sarà anche possibile un allentamento delle misure per la singola regione se così sarà concordato tra il Minsalute e il presidente regionale di turno.

Stando all’ultima rilevazione dell’Istituto superiore di sanità, le regioni maggiormente «indiziate» di finire in zona rossa sarebbero il Piemonte che presenta un indice Rt del 2,16, la Lombardia (2,09), la provincia di Bolzano (1,96), la Valle d’Aosta (1,89) e la Calabria (1,66). In zona arancione potrebbero essere collocate Puglia, Liguria, Campania e Veneto.

Le norme valide sul tutto il territorio nazionale

Oltre alle misure per le zone a rischio, che saranno aggiornate ogni 15 giorni, il dpcm disegna, come detto, un quadro di misure valide per tutto il territorio nazionale fino al 3 dicembre. Il clou è sicuramente rappresentato dal coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e della possibilità per sindaci e prefetti di chiudere strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare assembramenti, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie.Per il resto trovano conferma le anticipazioni (si veda ItaliaOggi di ieri) sulle altre misure del dpcm a cominciare dalla chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali (ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole situati al loro interno) già in vigore dal 16 ottobre in Lombardia.

In coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, saranno chiusi anche i corner adibiti all’attività di scommesse e ai videogiochi ovunque collocati. Chiuderanno anche musei e mostre, e sarà ridotto fino al 50% il limite di capienza dei mezzi di trasporto locale. Le scuole superiori dovranno svolgere a distanza il 100% delle attività didattiche. Per gli studenti che continueranno ad andare a scuola sarà obbligatorio indossare la masscherina in classe. Sospese le prove preselettive e scritte dei concorsi pubblici (tra cui quello della scuola ancora in corso) e degli esami di abilitazione all’esercizio delle professioni.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: