Marta Fascina, la prima intervista dopo la morte di Berlusconi: “Non si supera il lutto con uno schiocco di dita”
La deputata ha anche parlato di quanto tornerà in Parlamento
Il 22 ottobre Report ha dedicato un’inchiesta sul ruolo di Marta Fascina in Forza Italia, alcuni esponenti, in particolare, hanno parlato in forma anonima dell’influenza che lei avrebbe esercitato su Berlusconi. “Chi ha conosciuto Silvio Berlusconi sa bene che ascoltava tutti, con umiltà, salvo decidere in piena autonomia. Dunque, la notizia di presunte mie influenze sul presidente è talmente ridicola che non meriterebbe neppure una smentita”, ha risposto Fascina al Corriere della Sera nella prima intervista dopo la morte di Berlusconi.
In merito al lavoro di Report ha aggiunto: “È stato coinvolto un presunto parlamentare di Forza Italia per dichiarare falsità e gettare fango su un’intera comunità politica. Penso che le interessate fonti della trasmissione non abbiano danneggiato solo me, ma la memoria del presidente e quella che dovrebbe essere la nostra comune casa politica”.
In merito al suo ritorno in Parlamento Fascina ha dichiarato che tornerà “sicuramente prima delle votazioni sulla legge di Bilancio, che è la legge più importante”. “So bene che grava su di me una grande responsabilità nei confronti degli italiani che mi hanno votata. Tornerò presto alla Camera per onorare il mandato ricevuto”, ha poi aggiunto la deputata.
Per Fascina la morte di Berlusconi non è una mancanza solo per l’Italia e il centrodestra, ma “è il mondo intero ad aver perso un uomo straordinario, un grande statista, il capo di governo italiano più longevo nonché leader di G7 e G8, il fondatore del centrodestra, colui che ha impedito nel 1994 ai comunisti di arrivare al potere. Io invece ho perso l’uomo della mia vita, colui che mi ha regalato incondizionatamente e quotidianamente gioia e amore”.
Il Cav non era pronto alla morte, spiega Fascina, infatti fino agli “ultimi istanti della sua vita” ha lavorato. “Preparava la sua candidatura per le Europee, in tutte le circoscrizioni; sentiva e riceveva dirigenti di partito, alleati, amici di una vita; esponeva le sue argomentazioni sulla drammaticità dei focolai di guerra sparsi nel mondo. In più verificava quotidianamente l’andamento delle aziende e si occupava di politica estera, la sua grande passione. La notte prima di andarsene mi ha detto “ti amo” e mi ha ribadito quanto fossimo indispensabili l’uno per l’altra; mentre nell’ultimo istante, il più terribile, quello che ho stampato nella mente e nel cuore, mi ha stretto forte la mano”.
Questi mesi per Fascina sono stati difficili: “Sono stati quattro mesi di strazio e tristezza. Il vuoto che la sua assenza terrena ha lasciato nella mia vita è incolmabile. Non è possibile superare un grave e improvviso lutto con uno schiocco di dita, ammiro chi ci riesce. Ma per il sentimento che ci legava e ci lega non poteva essere altrimenti. Credo che soltanto chi abbia provato un amore così genuino possa comprendere il mio stato d’animo. Altri, evidentemente dai sentimenti rarefatti se non addirittura aridi, si limitano a giudicare la sofferenza altrui. Mi spiace per loro. E dunque se la domanda è se io abbia superato il lutto, la risposta è no”. Quando lo sconforto è troppo grande Fascina si consola ascoltando le canzoni d’amore che Silvio le dedicava.
