MAURIZIO SARRI TORNA A PARLARE

Maurizio Sarri torna a parlare dopo 332 giorni di silenzio e, inutile dirlo, fa impazzire il web. La prima impressione – quella più fuorviante a dire il vero – è che l’ex tecnico del Napoli avesse più di qualche sassolino nella scarpa da togliersi. Visto e considerato che fino a poche settimane fa era sotto contratto con la Juve, il neo-laziale non poteva dare libero sfogo ai suoi pensieri. Eppure, imbeccato dall’amico Pedullà, Sarri conferma se stesso e ancora una volta parla senza troppe sovrastrutture.

Ha detto a chiare lettere di aver bisogno di una squadra da allenare quotidianamente, di un gruppo affamato da forgiare a sua immagine e somiglianza. Insomma ha placidamente ammesso di non essere un gestore, caratteristica che lo esclude – a questo punto irreversibilmente – da qualsiasi top club europeo. Ha fatto un passo indietro e ricalibrato le sue ambizioni. Le grandissime squadre, quelle che collezionano campioni, hanno bisogno di una figura che a prescindere dall’impronta di gioco, vada a plasmare gli equilibri dello spogliatoio. La tanto vituperata bellezza diventa concretezza (e quindi diventa necessaria) solo quando bisogna colmare un gap tecnico.

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