MILAN: MISSIONE COMPIUTA
Era l’estate del 2003 quando Stefano Pioli muoveva i primi passi da allenatore nel calcio professionistico: dopo le stagioni da tecnico delle giovanili di Bologna e Chievo, la Salernitana lo scelse convinta di affrontare un campionato di C salvo poi ritrovarsi in B dopo i turbolenti mesi del “caso Catania”. Per sua stessa ammissione, un piccolo pezzo di cuore è rimasto a Salerno, dove tutto ebbe inizio. Ma diciotto anni e qualche mese dopo, dovendo fare i conti con la realtà, l’allenatore del Milan si è permesso alcuni piccoli calcoli, perché il Liverpool all’orizzonte è un appuntamento troppo grosso per non occupare parte dei pensieri rossoneri e condizionare le scelte contro un avversario che, nonostante la buona volontà, appare prossimo al disarmo. E così, con un accenno di turnover volto a preservare soprattutto Zlatan Ibrahimovic, al Diavolo è bastato poco per avere la meglio (2-0) su una Salernitana strangolata dai mille equivoci che continuano a caratterizzare un’annata che si prospetta particolarmente balorda, tornando inoltre momentaneamente in testa alla classifica.
