Milano, 30 arresti per la presunta banca occulta della criminalità organizzata

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Guardia di Finanza: 30 arresti tra Milano, Spagna e Svizzera nell’indagine sulla presunta banca occulta della criminalità organizzata.

Automobili della Guardia di Finanza parcheggiate in un piazzale durante un’attività operativa.

Controlli della Guardia di Finanza nell’operazione antidroga. Foto: Agenzia ANSA — Traffico internazionale di droga tra Calabria, Sicilia ed Europa, 4 arresti - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2026/10/06/traffico-internazionale-di-droga-tra-calabria-sicilia-ed-europa-4-arresti_3e94e3ee-4cf3-421f-a1bb-21a26525a54f.html)

Operazione della Guardia di Finanza contro la presunta banca occulta
Foto: Agenzia ANSA — La Finanza scopre la ‘banca occulta’ della criminalità organizzata, 30 arresti – Notizie – Ansa.it ansa.it

Mercoledì 21 ottobre 2026, secondo l’Agenzia ANSA, la Guardia di Finanza di Milano e Monza Brianza ha condotto un’operazione che ha portato a 30 arresti e ha smantellato una presunta struttura definita una “banca occulta” della criminalità organizzata.

L’inchiesta riguarda un’associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione e dal metodo mafioso. Fra i soggetti coinvolti figurano esponenti della ’ndrangheta, della camorra e della criminalità organizzata foggiana, indicata come “Quarta mafia”.

“banca occulta” — Agenzia ANSA

Le misure disposte dall’ordinanza

L’operazione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza su delega della DDA della Procura di Milano, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Alle attività hanno partecipato oltre 350 militari della Guardia di Finanza.

L’ordinanza riguarda 30 indagati e distingue le misure cautelari tra carcere e domiciliari:

  • 16 persone sono state portate in carcere;
  • 14 persone sono state poste agli arresti domiciliari.

Le persone destinatarie delle misure cautelari sono quindi tutte comprese nell’ordinanza relativa ai 30 indagati. Il numero degli arresti coincide con quello delle persone raggiunte dal provvedimento: sedici sono in carcere, mentre quattordici si trovano agli arresti domiciliari.

La Guardia di Finanza ha eseguito le attività su delega della DDA della Procura di Milano e con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. All’operazione hanno preso parte più di 350 militari.

I reati contestati all’associazione

All’associazione vengono contestati:

  • riciclaggio internazionale;
  • frodi fiscali;
  • reati fallimentari;
  • traffico di stupefacenti;
  • reati in materia di armi.

L’ipotesi associativa è aggravata dall’agevolazione e dal metodo mafioso. Tra i soggetti coinvolti compaiono esponenti della ’ndrangheta, della camorra e della criminalità organizzata foggiana, definita nel testo dell’inchiesta “Quarta mafia”.

Le contestazioni riportate nell’ordinanza comprendono il riciclaggio internazionale insieme alle frodi fiscali, ai reati fallimentari, al traffico di stupefacenti e ai reati in materia di armi. L’indagine riguarda una presunta associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione e dal metodo mafioso.

Fatture false e riciclaggio con criptovalute

Nel corso dell’inchiesta sono state scoperte fatture false per oltre 110 milioni di euro. Il riciclaggio internazionale individuato tramite criptovalute ammonta invece a 68 milioni di euro.

Le fatture false scoperte nell’inchiesta superano i 110 milioni di euro. Per il riciclaggio internazionale realizzato tramite criptovalute, l’importo individuato è di 68 milioni di euro.

Domenico Bruno agli arresti domiciliari

Fra gli arrestati figura Domenico Bruno, autista dell’ufficio gip di Milano. Per Bruno è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

È accusato di accesso abusivo a sistema informatico. La sua posizione rientra nel gruppo dei 30 indagati destinatari dell’ordinanza, che prevede misure differenziate fra carcere e domiciliari.

Bruno è dunque tra i quattordici indagati per i quali l’ordinanza dispone gli arresti domiciliari. L’accusa contestata nei suoi confronti è l’accesso abusivo a sistema informatico.

Arresti anche in Spagna e Svizzera

Le attività non si sono limitate al territorio italiano: arresti sono stati eseguiti anche in Spagna e in Svizzera.

Sono in corso sequestri per oltre 21 milioni di euro.

Le misure eseguite dalla Guardia di Finanza comprendono quindi arresti in Italia, in Spagna e in Svizzera. Parallelamente sono in corso i sequestri per oltre 21 milioni di euro indicati nell’operazione.


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