Morgan presenta “Stramorgan”

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Su Rai Due dal 10 al 13 aprile

È stato presentato oggi in conferenza stampa a Roma “Stramorgan”, il programma televisivo, che andrà in onda prossimamente su Rai Due in seconda serata (quattro puntate, dal 10 al 13 aprile).
Erano presenti sia Morgan sia Pino Strabioli, entrambi impegnati nel progetto (che dai loro nomi prende il titolo).

Ogni puntata sarà dedicata a un artista italiano che ha fatto la storia della musica (Domenico Modugno, Umberto Bindi, Lucio Battisti, Franco Battiato) messi a confronto rispettivamente con Elvis Presley, Freddie Mercury, David Bowie e Brian Eno.

La conferenza stampa, iniziata con oltre mezz’ora di ritardo sull’orario annunciato, come da fuso orario della capitale, è stata aperta da Stefano Coletta, direttore dell’intrattenimento RAI, che ha parlato di un progetto che porta al centro della settimana, in un “condensato temporale” di quattro giorni, la capacità di Morgan di “portare conoscenza, competenza, una rara dote di affabulazione e una capacità di contaminazione sorprendente” e l’attitudine al “lavorare di sottrazione” di Pino Strabioli.

Morgan, dopo i ringraziamenti di rito per le parole di Coletta, ha spiegato che il programma è una grande occasione non solo per lui (“in questi anni ho proposto molti progetti ma con scarsi esiti”, e ha incolpato i giornalisti accusandoli di aver costruito di lui un’immagine che lo ha danneggiato) ma anche per Strabioli e per la RAI, che lo ha prodotto negli studi di Torino con forze interne all’azienda, e per il pubblico.

La lunga autocelebrazione iniziale di Morgan ha ulteriormente posticipato il momento di informare sui contenuti del programma, che vede impegnata anche un’orchestra di musicisti studenti del Conservatorio di Torino diretta da Angelo Valori e la band di Morgan, e anche l’inizio effettivo della conferenza stampa con le domande dei presenti, cominciate alle 13,10.

Chi saranno gli ospiti? “I non-ospiti sono più interessanti degli ospiti. Madame non è venuta perché si è incazzata con me, Mengoni vorrei sapere come mai ha rifiutato il mio invito. Quelli che non sono venuti hanno fatto bene a non venire perché avrebbero incontrato una cosa alla quale non sono abituati, che è l’autenticità. Ma non li voglio citare, e sono tantissimi. Carlo Guitoli, Dolcenera, Vinicio Capossela, Tony Hadley degli Spandau Ballet, Giovanni Caccamo, Chiara Galiazzo, Gino Paoli sono venuti e, anche loro, hanno accettato la nostra sfida mettendosi in gioco”.

Come mai non c’è una puntata su Fabrizio De André e su Luigi Tenco? “Beh, quelli ho ho trattati spesso. Rino Gaetano, Pino Daniele e Lucio Dalla avrei voluto farli, ma le puntate previste erano solo quattro”. 

Ci sarà un seguito al programma? “Molte cose non siamo riusciti a realizzarle, potranno esserlo in altri progetti”.

E Sanremo? “Quelli sono cazzi vostri… voi carta stampata ne parlate, ma non è vero che io ho chiesto di fare Sanremo; è vero che se me lo proponessero accetterei perché so di non avere rivali alla mia altezza”.

Vedi qualche giovane di talento oggi in Italia? “Non ne vedo tanti”.

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