Noel Gallagher torna in studio per registrare un nuovo album

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L’ex Oasis ha scritto così tanto durante la pandemia che ha materiale per due album

Noel Gallagher ha confermato che andrà in studio all’inizio del prossimo anno per registrare il suo nuovo album solista sebbene abbia pubblicato il suo ultimo disco con gli High Flying Birds, ‘Council Skies’, nel giugno di quest’anno, confermando che si sta preparando a realizzare il seguito.

Parlando a The Sun, Gallagher ha detto: “Ho dovuto smettere di scrivere perché ho bisogno di registrare queste canzoni e pubblicarle in modo da poterne scrivere altre”. “Durante la pandemia non c’era niente da fare tutto il giorno – ha aggiunto – quindi scrivevo solo canzoni. Ho materiale per due album. Penso che tornerò in studio a gennaio, quindi vedremo come andrà dopo quelle registrazioni.” 

All’inizio di novembre, Gallagher ha pubblicato il singolo “We’re Gonna Get There in the End”, tratto da “Council Skies”.

Gallagher e gli High Flying Birds partiranno questo mese per un tour nelle arene del Regno Unito, inclusa una data all’OVO Arena Wembley di Londra. 

Il 24 Agosto 1994 usciva “Definitely Maybe” il primo album degli Oasis e, nella miglior tradizione, i due fratelli si presentano divisi all’appuntamento celebrativo.

Noel da parte sua si sta preparando a festeggiare i 30 anni dell’album annunciando i dettagli di una ristampa per l’anniversario, in arrivo ad aprile.
Il fratello Liam invece per celebrare l’anniversario è pronto a partire per un tour “Definitely Maybe” in tutto il Regno Unito la prossima estate. La notizia degli spettacoli dal vivo è arrivata dopo che Liam aveva annunciato all’inizio di quest’anno che stava cercando di suonare per intero l’album di debutto degli Oasis del 1994. Liam ha anche confermato che non eseguirà materiale solista durante quegli spettacoli.

Infine, recentemente Noel parlando in una conversazione con la fotografa rock Jill Furmanovsky prima della sua nuova mostra – che includerà immagini della band scattate all’apice del successo – ha affermato che gli Oasis non sono mai diventati così popolari negli Stati Uniti come lo sono stati nel Regno Unito perché l’America “non poteva sopportare” il fatto che “non ce ne fregava un cazzo di niente”.

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