Nuovo stadio della Lazio al Flaminio, il Comune apre al progetto di Lotito

0

Già convocati diversi tavoli tecnici: se arriveranno i documenti richiesti, conferenza dei servizi entro agosto

Da Roma a New York e ritorno, con la Lazio che stringe un patto con Legends — il colosso americano degli stadi — mentre lavora sottotraccia con i tecnici del Campidoglio cercando di andare oltre ai tifosi che intanto contestano il patron, Claudio Lotito. Nonostante sullo stadio Flaminio insistano un groviglio di questioni, ora si registrano finalmente passi avanti in attesa di quello davvero decisivo. Al dossier atteso in Comune mancano infatti quattro documenti tra cui due Pec pesanti su ambiente e mobilità, le stesse che ad aprile hanno costretto gli Uffici a dire che «al momento la proposta progettuale della S.S. Lazio non si configura come progetto di fattibilità così come richiesto dalla normativa vigente ai fini dell’iter amministrativo». Una volta completato il plico, sulla struttura messa nel mirino dal club biancoceleste, adesso preda del degrado, si potrà aprire la Conferenza dei servizi decisoria, il passaggio chiave che determina la trasformazione dello studio di fattibilità consegnato al sindaco Gualtieri da Lotito a marzo, nel progetto vero che mette in fila ciò che serve per arrivare a far giocare lì la prima partita a settembre 2029.

Decisive le ultime ore durante le quali la Lazio ha operato sui due fronti della questione. Da una parte, non lontano da New York in occasione della finale del Mondiale per Club tra Chelsea e Paris Saint-Germain (precisamente al MetLife Stadium nel New Jersey), una delegazione della Lazio incontra i vertici di Legends — prima stretta di mano al manager di riferimento per i progetti internazionali, Mike Loparo — e con il partner per lo sviluppo del progetto Stadio Flaminio parla di soldi e di modalità d’investimento prima di andare a visitare gli impianti fiore all’occhiello della società americana che gestisce lo Yankee Stadium, la casa dei New York Yankees. Il tema è come ottimizzare le spese sul Flaminio per far sì che diventi un’operazione redditizia, non solo un’opera di restauro e riqualificazione, per quanto necessaria. Alla fine, calcolatrice alla mano, la Lazio torna a Roma con più fiducia visto che — tra finanziatori esterni, mutui con il Credito sportivo, contributi pubblici e fondi di Lotito — secondo Legends forse servono meno di 400 milioni per avere lo stadio chiavi in mano. Cioè 40 milioni in meno rispetto a quanto calcolato dallo studio di fattibilità già presentato, con mossa più mediatica che pratica, in Campidoglio.

Dall’altra parte, a Roma appunto, il club approfondisce infatti con i tecnici del Comune per inviare le Pec necessarie a far partire l’iter del progetto di cui, al momento, sono chiari però alcuni numeri: l’impianto ipotizzato da Lotito ha capienza di 50.570 spettatori, il piano prevede diverse fonti di ricavo come sponsorizzazioni, eventi, tour e un museo, e un pacchetto di 4.400 posti auto da sincronizzare, però, con un piano mobilità che ancora manca e che attendono in Comune per dare il via all’iter amministrativo «pure ad agosto se ci inviano la Pec entro luglio». Anche di questo hanno parlato l’assessore allo Sport Alessandro Onorato e il dg Albino Ruberti ai tifosi che contestavano Lotito sotto il Campidoglio, due giorni fa. È stato un momento informale durante il quale è stato fatto il punto e data la garanzia di impegno massimo, sempre che ovviamente la Lazio invii i documenti che mancano. A quelli in effetti lavorano gli incaricati del club che, da settimane, tengono incontri «esplorativi» con i tecnici comunali in servizio nei vari settori di competenza: si ragiona di mobilità con i Trasporti, di sostenibilità con l’Ambiente e di parcheggi con l’Urbanistica, nodi ancora da sciogliere in una zona di città, sì, ad alta densità laziale, ma molto complessa sotto tutti i profili. E con alcuni comitati di residenti già sul piede di guerra, pronti ad inoltrare ricorso al Tar come ha già fatto la Roma Nuoto, finora l’unica società che ha presentato un progetto effettivo, bollinato in Conferenza dei servizi, salvo poi vederlo affondare dal Campidoglio.

Perché fondamentale è anche la spinta politica al progetto Flaminio: «C’è stata una proposta, Lotito deve integrare con una serie di documentazioni — ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri —. C’è una volontà, espressa in modo netto, di ristrutturare il Flaminio che è in abbandono. È un impegno positivo che noi seguiremo e accompagneremo. Gli stadi comunque sono investimenti privati: il Comune supporta, ma li devono realizzare loro». (roma.corriere)

Rispondi

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere