Olly: “Cantavo davanti a 20 persone, ora il mio primo vero tour”

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Zero ledwall, tanta energia per il cantautore genovese: “Al centro di tutto le canzoni”

Olly è un artista fisico, corporale, empatico. Non solo per i balletti e l’aspetto ludico che trasmette sui social, ma anche, e soprattutto, per la forza propulsiva che emana attraverso le canzoni. Viene dal mare di Genova e si fa mare: a volte calmo e profondo, altre burrascoso ed elettrico. È nel pieno del tour, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, in cui sta presentando il progetto “Il mondo gira”. Mercoledì 5 e sabato 6 aprile arriva a Milano con una doppia data sold out ai Magazzini Generali, per poi sbarcare a Roma e a giugno intraprendere il tour estivo che lo porterà anche nella sua città della Lanterna il 21 luglio.

“Il live vuole restituire le vibrazioni che ci sono nel disco, quindi quelle acustiche e anche elettroniche – dice il giovane cantautore classe 2001 – ma questo non vuol dire che le canzoni saranno uguali a come si ascoltano su Spotify. Abbiamo lavorato sugli arrangiamenti e io voglio trasmettere una forte energia. Ci saranno anche delle tracce più vecchie, modernizzate con un vestito che possa stare bene dentro la scaletta. Fra queste ci sono ‘Paranoie’ e ‘Quando piove’, che mi ricordano parti di me e del mio percorso fondamentali”. L’energia di cui parla Olly è un vulcano che piano piano erutta.

“Mi ricordo il primo live, lo feci a Genova, in un localino chiamato Lucrezia nel 2015 davanti a 20 persone – ricorda Olly – urlavamo, facevamo casino. Non so neppure se si possa definire un concerto (ride, ndr). Quello che per me è importante oggi è mettere a fuoco il momento che sto vivendo: sto facendo il primo tour, sta generando del lavoro, aspetto che non sempre si sottolinea, ovvero che la musica sia un lavoro, e ho diverse professionalità che mi stanno aiutando. Sanremo è stata una grande vetrina, ma quello che conta davvero è il palco fuori dalle dinamiche tv, quello che permette di far dire al pubblico se un artista spacca o meno. Salmo, in un’intervista che ho ascoltato recentemente, dice proprio questo: mettere il palco sopra ogni cosa permette di rimanere con più solidità nel tempo”. 

Ma è un’aspirazione delle nuove generazioni di artisti? “Si tratta di un discorso complesso – conclude Olly – è vero che molti ‘nuovi artisti’ magari non eccellono sul palco, ma altri sì. E non dimentichiamo che ci sono stati due anni di pandemia a bloccare tutto. Io voglio spaccare sul palco, voglio assumermi tutti i rischi cercando di lasciare qualche cosa in più, un valore aggiunto”. 

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