ORA I FRATELLI ASSASSINI HANNO PAURA

Hanno chiesto di essere messi nel reparto protetto del carcere di Rebibbia, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e il loro amico Mario Pincarelli, arrestati per l’omicidio seguito a un pestaggio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto tra sabato e domenica scorsa a Colleferro, alla periferia di Roma.Sponsored3/5
La richiesta è arrivata dai legali dei giovani che l’hanno motivata con l’esigenza di una maggiore sicurezza. A rivelarlo è stato il garante dei detenuti del Lazio. I tre in questo momento si trovano, come tutti i neodetenuti, in regime di isolamento in base alle normative anti-covid. Hanno chiesto però che al termine dei giorni di quarantena possano avere un regime di protezione all’interno del penitenziario romano, per paura di ritorsioni da parte degli altri detenuti. Nei giorni scorsi, infatti, erano arrivate minacce di morte, anche via social o attraverso telefonate minatorie, sia ai parenti degli arrestati, sia ai difensori.
Il quarto indagato per l’omicidio del giovane capoverdiano – Francesco Belleggia – si trova invece ai domiciliari. Si attendono ancora le determinazioni della magistratura a seguito degli interrogatori effettuati su diversi testimoni presenti alla rissa. La Procura di Roma intravede un peggioramento nel capo d’imputazione a carico dei presunti responsabili dell’atroce pestaggio, che passerebbe da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.
Ieri una folla enorme si è radunata ai funerali del ventunenne che per mantenersi agli studi faceva il cuoco. Presente anche il premier Conte che ha assicurato ”pene severe e certe” vestendo anche lui di bianco come era stato richiesto dalla famiglia di Willy ai parenti e agli amici. “Non è morto invano,voleva difendere un amico” ha detto il padre della vittima. Una “Morte barbara e ingiusta”, le parole del Vescovo durante l’omelia funebre.
“Ieri mattina eravamo in migliaia, vestiti del colore della purezza e della gioventù, il bianco. Eravamo muti di fronte a una tragedia che mai avremmo immaginato potesse colpire la nostra comunità, accanendosi contro una famiglia piena di dignità, derubata del bene più prezioso. La città di Paliano è in lutto e piange un suo giovane figlio, troppo presto strappato alla vita, nella maniera più barbara” Così su Facebook il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, all’indomani dei funerali.
“Un ragazzo puro che con la sua condotta ci ha consegnato un insegnamento che nessuno di noi può ignorare. Non trovo parole, ma solo una profonda convinzione: non vi lasceremo soli, non smetteremo di chiedere giustizia per quanto accaduto. Saremo con voi, sempre”. Così oggi nel lungo post su Facebook il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, post in cui ha parlato di cordoglio unanime che ha superato i confini regionali coinvolgendo l’Italia intera.
E oggi a Torino un presidio di solidarietà in piazza Castello per Willy. Nel centro del capoluogo torinese si sono ritrovati centinaia tra militanti e i simpatizzanti della rete antirazzista locale, vicina all’area anarchica. Davanti a Palazzo Reale è stato appeso un striscione con la scritta ‘Justice for Willy. Torino antirazzista”.
