ORA PIÙ FACILI I TAMPONI DAL MEDICO DI FAMIGLIA

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Raggiunto l’accordo per fare i test antigenici rapidi da medici di famiglia e pediatri di libera scelta è stato firmato ieri sera. Il ministro della Salute Roberto Speranza oggi ha ringraziato i camici bianchi per aver “sottoscritto con senso di responsabilità il nuovo accordo collettivo nazionale” e il premier Giuseppe Conte ha sottolineato che il Dl Ristori prevede 30 milioni per questa attività. Previsti fino al 31 dicembre 2020 circa 2 milioni di kit. Ci sarà la disponibilità complessiva di “circa 50mila tamponi rapidi antigenici al giorno, da qui a fine dicembre, tra i pediatri di libera scelta ed i medici di famiglia”, ha spiegato il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Paolo Biasci. Così, rileva, “daremo un grandissimo contributo ai dipartimenti di prevenzione territoriali che stanno affogando subissati dalle richieste di test”. L’intesa però ha sollevato un’ondata di critiche sia da parte dei sindacati che non hanno siglato l’accordo (pari al 35-50 per cento degli iscritti), sia all’interno del sindacato che invece ha firmato, la Fimmg. Tanto che gli iscritti delle diverse regioni italiane che contestano il documento hanno organizzato il No-Fimmg day per il 2 novembre, giorno in cui restituiranno la tessera sindacale, stigmatizzando anche la “mancata consultazione democratica”.

Le nuove disposizioni entrano nell’Accordo collettivo nazionale stralcio (il contratto di lavoro dei medici convenzionati), per quanto riguarda la parte economica sono previsti 18 euro al professionista per ogni tampone fatto nel suo studio e 12 euro se il test viene somministrato in un’altra struttura. Il costo dei tamponi sara’ a carico dello Stato. Ai medici di medicina generale verranno forniti i dispositivi di sicurezza da indossare ogni volta che entrerà in contatto con un caso sospetto di Covid.

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