Ornella Vanoni, a teatro con 5 donne per le donne

A 88 anni 8 date tra novembre e dicembre, “avanti finché si può”

L’età è uno stato mentale. Niente di più vero per la signora della musica italiana Ornella Vanoni.

A ottantotto anni ad andare in pensione non ci pensa proprio e anzi è sempre pronta a rimettersi in gioco, che sia un nuovo disco, una collaborazione con qualche collega, una partecipazione in tv. Stavolta è un tour che la riporta a teatro, suo grande e mai abbandonato amore. “Ma si tratta solo di poche date. E anche ben distanziate. Ho bisogno di riposare perché sul palco mi spendo molto. E se la voglia di esibirmi è sempre tanta, ogni tanto il corpo ti dice basta”, ammette senza falsi pudori. La forza e la tenacia che ancora la guidano, spiega, hanno una sola origine: “la passione”. E altro che “ultimo tour” come aveva ipotizzato con lo show della stagione 2014-2015. “Si va avanti finché si può”. Intanto si può. E allora pronti per questi otto appuntamenti tra novembre e dicembre (il via il 10 da Firenze, per toccare poi Bologna, Torino, Genova, Padova, Roma, Brescia, Milano), tutti declinati al femminile. Nel titolo, Le Donne e la Musica, e nella composizione che salirà sul palco insieme a lei. “Cinque musiciste bravissime. Un gruppo di tutte donne: nel resto del mondo non è una novità. In Italia sì”. Lo spettacolo che porta in giro per l’Italia sarà l’occasione per parlare di “cose sulle donne, senza per forza dimostrare che siano tutte eccezionali. 
   

Abbiamo visto che con il #metoo c’è chi ne ha approfittato largamente. Nessuna donna ha piacere di essere stuprata, ma dipende anche da chi sei, da come ti proponi. Se per incontrare un produttore vai nel suo appartamento…”. E cita Asia Argento e il caso Weinstein. Ma di donne, oggi, si parla anche per le proteste che stanno infiammando l’Iran dopo la morte di Mahsa e Hadis. “Stanno dimostrando un coraggio estremo”. E in Italia con il nuovo Governo? “Mi sembrano tutte persone un po’ consumate… niente di nuovo all’orizzonte, non viviamo un bel momento”.

Al centro dei suoi spettacoli saranno le canzoni dai suoi 50 dischi in studio, “quelle classiche e le ‘orfanelle’ che non hanno la stessa popolarità”. Musica e parole “per far ridere, per essere un po’ tristi anche, ma niente tragedie”. Con un augurio: “speriamo che noi ce la caviamo”. 

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