Oscar Micheaux, il pioniere del cinema black americano: a Cannes un documentario su una storia incredibile
Diretto da Francesco Zippel, e presentato nella sezione Cannes Classics, Oscar Micheaux – The Superhero of Black Filmmaking racconta la vicenda sorprendente di regista afroamericano degli anni Venti. Il documentario e la versione restatura di uno dei suoi film, Murder in Harlem saranno anche proiettati all’imminente Cinema Ritrovato di Bologna
Messo alla berlina da Quentin Tarantino in una celebre scena di Django Unchained, Nascita di una nazione di D.W. Griffith è sì il film che ha gettato le fondamenta per il moderno linguaggio cinematografico, ma – come ci hanno insegnato in tanti, James Baldwin in testa – è anche il film che più di ogni altro ha contribuito a sedimentare nella cultura americana pregiudizi e razzismi nei confronti dei neri, favorendo implicitamente anche la rinascita di quel Ku Klux Klan che tanti orrori produrrà negli anni a venire.
Eppure, per incredibile che possa sembrare, negli stessi anni in cui Griffith realizzava il suo film, l’abolizione della schiavitù una conquista storicamente recente, e nei quali la segregazione razziale era la normalità, c’era un uomo afroamericano che scriveva, girava e distribuiva film che raccontavano sullo schermo personaggi dalla pelle nera e le loro storie.
Si chiamava Oscar Micheaux, era nato il 1884 a Metropolis, in Illinois, e nel corso della sua carriera diresse 41 film, la maggior parte dei quali oggi sono andati perduti.
La vera, incredibile storia di Micheaux l’ha raccontata il regista italiano Francesco Zippel in un documentario dal titolo Oscar Micheaux – The Superhero of Black Filmmaking, presentato nella sezione Cannes Classics del Festival di Cannes 2021, quello in cui la presidenza della giuria del concorso è di Spike Lee.
“Micheaux è stato Spike Lee prima di Spike Lee”, si dice a un certo punto nel film di Zippel, che conta sulla partecipazione di storici e critici del cinema come Richard Peña e Patrick McGilligan (autore del libro che ha ispirato il documentario), di nomi fondamentali del cinema black come Melvin Van Peebles, John Singleton, Morgan Freeman e Kevin Willmot (sceneggiatore degli ultimi due film di Lee), e perfino icone della cultura black come Chuck D dei Public Enemy.
Nel film Michaux è paragonato anche al Martin Eden di Jack London, per il suo essere stato capace di realizzare tutto da solo – grazie a istruzione, intuito e determinazione – ciò che sembrava impossibile, passando da contadino a scrittore, e da scrittore a regista, mantenendo sempre la sua indipendenza e sfruttando a suo vantaggio gli spazi concessi dalla segregazione, muovendosi dall’Illinois al Nord Dakota, da Chicago a New York.
Girato durante la pandemia, e con troupe negli USA controllate da remoto via Zoom da Zippel, Oscar Micheaux – The Superhero of Black Filmmaking è un film che – parafrasando Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, anche lui intervistato nel film – contribuisce a scrivere nuove pagine delle storie del cinema, raccontando di una voce solitaria che risuona così forte nel nostro presente e ci mette di fronte alla vergogna del razzismo.
E a proposito di Bologna e di Farinelli: Oscar Micheaux – The Superhero of Black Filmmaking sarà proiettato anche al Cinema Ritrovato 2021, che si terrà dal 20 al 27 luglio prossimi, così come il restauro di uno dei pochi film superstiti diretti da Micheaux: Murder in Harlem.
