Paul Stanley: ‘Mai più canzoni per i Kiss, perché…’

0

‘Non si può competere con il passato, quindi…’

Intervenendo al podcast Howie Mandel Does Stuff, il cantante e chitarrista dei Kiss Paul Stanley ha spiegato di non aver alcuna intenzione di mettere mano a nuovo materiale per la band co-fondata insieme a Gene Simmons nel 1973. Non perché abbia perso lo spirito creativo o per mancanza di ispirazione, né per il prossimo – per modo di dire – ritiro della band dalle scene.

“Sono giunto alla conclusione che non si possa competere con il passato”, ha spiegato l’artista, nato a New York nel 1952: “Non perché non sia bello [scrivere nuove canzoni], ma perché manca il collegamento con i momenti importanti della tua vita. Si perde quell’aura di ‘accidenti, questo pezzo lo sentivo quando avevo diciotto anni’ o ‘questa canzone l’ho ascoltata al mio primo appuntamento’. Non si può competere con quelle cose. Perché una canzone, a un certo punto, diventa più di una canzone, ma una vera e propria istantanea della tua vita”.

C’è poi da considerare che una band, giunta ormai alla fine della propria carriera, non ha l’opportunità di far “maturare” il proprio repertorio, inibendo così sul nascere alle composizioni più recenti la strada verso lo status di classici. “Ci dicono: perché non fate un nuovo album? Abbiamo fatto una canzone nuova, ‘Modern Day Delilah’ [uscita nel 2009 nell’album ‘Sonic Boom’], che è valida come ‘Love Gun’ o come tutti i nostri altri classici, ma non è invecchiata. Non è come il vino, che ha la possibilità di diventare più pregiato. E non solo per quello che è, ma anche per quello che gli sta intorno. Quando metti anima e cuore nel fare qualcosa e tutto quello che ottieni è un educato cenno di assenso, allora forse è meglio dedicarsi ad altro”.

L’opinione di Stanley è più o meno allineata a quella di Gene Simmons, che lo scorso maggio aveva dichiarato di voler ritirarsi a vita privata per “amore dei nostri fan e per rispetto nei confronti di noi stessi”. “L’ultima cosa che vorrei è essere un campione di boxe che sta troppo a lungo sul ring”, dichiarò il bassista e cantante all’emittente radiofonica californiana KLOS: “E’ solo una questione di tempo: a un certo punto le tue gambe non riusciranno più a sorreggerti e tu, inevitabilmente, perderai. Ne abbiamo visti di campioni di boxe che sono stati troppo a lungo sul ring, e di gruppi che continuano ad andare in tour per troppo tempo. Dimenticano le parole delle canzoni e hanno le facce piene di rughe. Niente di male, è solo la natura della vita così come la conosciamo. Per questo sono convinto che la nostra sia la decisione giusta: ce ne andremo ancora al massimo della forma. Faremo del nostro meglio, e quando succederà sì, sarà triste, ma per certi versi anche una cosa positiva. Quando salirò sul palco per il nostro ultimo concerto, piangerò come un bambino di dodici anni al quale abbiano pestato un piede”.

Rispondi

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere