Perugia, palazzina via Vico: demolite le parti a rischio
Conclusa a Perugia la demolizione delle parti pericolanti della palazzina di via Vico, evacuata dopo l’esplosione e posta sotto sequestro.
Foto: RaiNews — Sette famiglie ancora fuori casa rainews.it
A Perugia si è conclusa venerdì 18 settembre la demolizione delle porzioni di tetto e parete che rischiavano di crollare nella palazzina di via Vico, alla Pallotta. Secondo RaiNews, l’intervento è avvenuto a quasi un mese dall’esplosione; lo stabile, composto da otto appartamenti, era stato evacuato per ragioni di sicurezza.
La palazzina resta sotto sequestro mentre la Procura di Perugia ha aperto un’indagine per chiarire le cause dell’esplosione. Nell’edificio abitava anche Federica Donati, deceduta nell’abitazione dove si è verificato l’innesco.
Le porzioni di edificio rimosse
La demolizione ha riguardato le parti dell’edificio individuate come pericolanti: porzioni del tetto e della parete che presentavano un rischio di crollo. Non si è trattato di elementi separati dal resto della struttura, perché erano legati alla palazzina.
Anche piccoli scuotimenti potevano provocare danni durante le operazioni. I lavori sono stati svolti sotto la supervisione dei carabinieri e dei vigili del fuoco, impegnati nel controllo dell’intervento sulla struttura.
La conclusione della demolizione ha rimosso le porzioni pericolanti indicate per il tetto e per la parete. L’operazione si è svolta nella palazzina di via Vico, nella zona della Pallotta.
L’indagine della Procura e il sequestro
Dopo l’esplosione, la Procura di Perugia ha avviato gli accertamenti per ricostruirne le cause. Il sequestro riguarda la palazzina di via Vico, evacuata per motivi di sicurezza.
Federica Donati abitava in uno degli appartamenti della palazzina ed è deceduta nell’abitazione in cui si è verificato l’innesco dell’esplosione. L’indagine aperta dalla Procura riguarda le cause dell’episodio.
Otto appartamenti nella palazzina evacuata
L’evacuazione ha coinvolto gli abitanti dello stabile della Pallotta. La palazzina comprende otto appartamenti, mentre le porzioni demolite erano quelle di tetto e parete con pericolo di crollo.
- La palazzina comprende otto appartamenti.
- L’edificio è stato posto sotto sequestro.
- I lavori sono stati eseguiti con la supervisione di carabinieri e vigili del fuoco.
- Gli abitanti non hanno potuto accedere ai fondi regionali destinati a danni ambientali e fenomeni esogeni.
La demolizione delle parti a rischio si è conclusa venerdì 18 settembre. Restano il sequestro dell’edificio e gli accertamenti avviati dalla Procura sulle cause dell’esplosione.
L’accoglienza dopo l’evacuazione
Nelle prime settimane successive all’evacuazione, il Comune ha assicurato una prima accoglienza agli abitanti. Alcuni nuclei familiari continuano a ricevere assistenza dai servizi sociali, mentre altri hanno trovato autonomamente una sistemazione.
L’assistenza riguarda quindi una parte degli abitanti evacuati dalla palazzina. Per altri nuclei, la sistemazione è stata trovata senza il ricorso ai servizi sociali.
I fondi regionali non accessibili
Gli abitanti della palazzina non hanno potuto accedere ai fondi regionali che erano stati destinati ai danni ambientali e ai fenomeni esogeni.
Con la demolizione conclusa, il quadro resta segnato dal sequestro della palazzina, dall’indagine della Procura e dall’assistenza ancora fornita ad alcuni nuclei familiari.
