PESTAGGIO A LANCIANO DENUNCIATI 5 MINORENNI

Non ha ancora compiuto quattordici anni anche se dimostra di più della sua età, per via della corporatura robusta, il ragazzo che ha colpito e mandato in coma Giuseppe Pio D’Astolfo, il diciottenne di Lanciano rimasto vittima della violenza di una baby gang a Lanciano. È uno dei cinque denunciati per l’aggressione. Al termine di una prolungata e ininterrotta attività investigativa, coordinata dall’autorità giudiziaria, i carabinieri della Compagnia di Lanciano (Chieti) hanno individuato i responsabili che hanno partecipato alle fasi del pestaggio, avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi, ai danni del commesso di un negozio di surgelati del posto.

Un episodio in cui sono rimasti coinvolti anche il coinquilino di Giuseppe, di 25 anni, e la fidanzata di quest’ultimo, 16 anni, sfuggiti alla violenza e tornati sul posto ad aiutare l’amico. I responsabili sono giovani del luogo, spesso con situazioni familiari difficili, che sono stati denunciati alle competenti procure di Lanciano e presso il tribunale dei minorenni dell’Aquila. A comunicarlo ufficialmente, nel primo pomeriggio di oggi, è stato il comando provinciale dei carabinieri di Chieti. L’identificazione è stata possibile grazie all’intensa attività dei militari, coordinata dal comandante della compagnia di Lanciano Vincenzo Orlando, che hanno sentito i testimoni e vagliato le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’ex stazione Sangritana, dove è avvenuto il fatto. Della gang fanno parte altri due minorenni, tra i 14 e i 15 anni, e due maggiorenni, uno di 18 e l’altro di 30.

Ulteriori approfondimenti investigativi sono tuttora in corso mentre le condizioni di Giuseppe restano stazionarie. «È ancora sedato per la necessaria neuroprotezione. Tuttavia la Tac di controllo di ieri mostra una soddisfacente evoluzione. Domani valutiamo se cominciare a ridurre le sedazioni. La diagnosi però continua ad essere riservata» spiega la direttrice del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Pescara, Rosa Maria Zocaro. La città resta sgomenta di fronte all’accaduto. Lunedì Paola, la madre del giovane in coma, ha chiesto con forza giustizia dicendo: «Io so soltanto che per questa grande violenza che ci hanno inflitto gratuitamente, senza una ragione, queste persone devono pagare. Quel ragazzo è la mia vita, da me non otterranno mai alcun perdono finché avrò respiro».

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