Peter Gabriel, o\i uscirà il 27 novembre con un singolo
Peter Gabriel pubblicherà o\i il 27 novembre 2026, accompagnato da Who Are We Talking To?, brano su attivismo e collaborazione internazionale.
Foto: Photo by: Skoll World Forum, editing by W.carter — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
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Secondo Rockol, Peter Gabriel pubblicherà il suo undicesimo album in studio, o\i, venerdì 27 novembre 2026. L’annuncio sarà accompagnato dal singolo Who Are We Talking To?, un brano dedicato all’attivismo, all’azione collettiva e alla collaborazione internazionale davanti alle grandi sfide globali.
L’album uscirà per Real World, l’etichetta discografica di Gabriel. Nel singolo il musicista propone una riflessione sulle divisioni, sulla possibilità di mobilitare le persone e sulla pressione collettiva che può costringere i politici a rispondere indipendentemente dal sistema politico nel quale operano.
L’undicesimo album in studio uscirà il 27 novembre
La pubblicazione sarà affidata a Real World, etichetta discografica dello stesso artista.
Il titolo del disco è o\i. L’uscita dell’album è prevista per venerdì 27 novembre 2026, mentre Who Are We Talking To? accompagnerà l’annuncio della nuova pubblicazione.
Il singolo affronta il tema dell’attivismo e la necessità di unire le forze davanti alle grandi sfide globali. Peter Gabriel ha concepito il brano come un invito all’azione collettiva.
La canzone sostiene la necessità di sviluppare una consapevolezza da cittadini globali e di collaborare oltre i confini nazionali. L’obiettivo indicato è rispondere alle grandi sfide con un’azione condivisa su scala internazionale.
Nel brano, l’azione collettiva è proposta accanto alla collaborazione fra persone e Paesi. Gabriel lega questo passaggio alla possibilità che una mobilitazione sufficientemente ampia produca cambiamenti concreti.
L’azione comune e la pressione sui politici
Secondo Rockol, Gabriel ritiene che un numero sufficiente di persone possa produrre cambiamenti concreti; la pressione collettiva, nella sua lettura, può costringere i politici a rispondere indipendentemente dal sistema politico nel quale operano.
Gabriel auspica la nascita di grandi movimenti popolari capaci di superare le contrapposizioni. La canzone sostiene la necessità di sviluppare una consapevolezza da cittadini globali e di collaborare oltre i confini nazionali.
Il brano è stato concepito come un invito a mobilitarsi. Nel ragionamento di Gabriel, la partecipazione di molte persone può tradursi in cambiamenti concreti e in una pressione collettiva rivolta ai responsabili politici.
- mobilitare persone in numero sufficiente per produrre cambiamenti concreti;
- esercitare una pressione collettiva sulle decisioni politiche;
- costruire collaborazione oltre i confini nazionali;
- superare le contrapposizioni attraverso movimenti popolari.
Clima, intelligenza artificiale e pandemie
Nella riflessione che accompagna Who Are We Talking To?, il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e le pandemie sono indicati come problemi che richiedono risposte coordinate su scala internazionale. L’impegno di un singolo Paese, se non accompagnato da quello degli altri, rischierebbe di risultare inefficace.
Per Gabriel, le tre questioni richiedono una collaborazione che oltrepassi i confini nazionali. La canzone sostiene che a questa collaborazione debba affiancarsi una consapevolezza da cittadini globali.
Gabriel mette in discussione anche la presunta invulnerabilità delle nazioni più potenti, osservando che perfino queste possono essere esposte agli attacchi informatici.
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e i progressi del calcolo quantistico potrebbero rendere più fragili gli attuali sistemi di sicurezza informatica. Di fronte a questo scenario, la collaborazione internazionale rappresenterebbe, nella posizione espressa dall’artista, l’unica risposta sensata.
La vulnerabilità dei sistemi informatici entra così tra gli elementi richiamati nel brano insieme ai problemi globali. Gabriel indica una risposta coordinata fra Paesi come strada necessaria per affrontare questioni che non restano entro un singolo confine nazionale.
Il richiamo alle divisioni sull’immigrazione
Tra le fratture richiamate dal singolo c’è la contrapposizione tra «noi» e «loro» nel dibattito sull’immigrazione.
Nel singolo di Peter Gabriel:
«noi» e «loro»
La proposta della canzone è coinvolgere l’intera umanità in uno sforzo comune, destinato ad affrontare problemi che potrebbero minacciare la sopravvivenza.
Gabriel auspica grandi movimenti popolari capaci di superare le contrapposizioni. Nel brano, la collaborazione oltre i confini nazionali viene indicata insieme alla consapevolezza da cittadini globali e alla mobilitazione collettiva.
“Bloques” di Juan Genovés accanto al singolo
Who Are We Talking To? sarà accompagnato da Bloques, opera dell’artista spagnolo Juan Genovés. Gabriel l’ha scelta per il legame con i temi sviluppati nella canzone: il dipinto richiama infatti le riflessioni di Genovés sull’oppressione politica e sulla resistenza.
Nell’opera piccole figure umane si confrontano con grandi strutture geometriche. Gabriel interpreta quei blocchi come barriere che separano le persone e ostacolano la loro possibilità di unirsi; la forza che rappresentano, nella sua lettura, può essere usata tanto per scopi positivi quanto per scopi negativi.
La presenza di Bloques accompagna il singolo con un’immagine di figure umane davanti a grandi strutture geometriche. Per Gabriel, quei blocchi rappresentano una forza che può assumere un significato positivo oppure negativo e, allo stesso tempo, barriere che dividono le persone.
Venerdì 27 novembre 2026 sarà pubblicato o\i, l’undicesimo album in studio di Peter Gabriel, per Real World.

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