Picco di polmoniti in Asia e in Europa
Mentre continuano a mancare i dati sulle polmoniti non diagnosticate in Cina, si registra un picco di malattie respiratorie in Vietnam e in Francia aumentano le polmoniti nei bambini, in un mosaico di notizie che, secondo gli esperti, potrebbero non fare assolutamente parte di uno stesso scenario. Dalla Cambogia arriva intanto la notizia di un altro caso di influenza aviaria nell’uomo, mentre in Gran Bretagna c’è stata la prima diagnosi nell’uomo di un caso dell’influenza dei suini A(H1N2). “Non bisogna mai sovrastimare i dati: è evidente che compaiono focolai che però non configurano uno scenario di collegamento. Si tratta di episodi localizzati regionalmente. Sappiamo che si tratta di virus circolanti ed è positivo che siamo in grado di intercettare casi sporadici”, dice all’ANSA Giovanni Maga, direttore del dipartimento di Scienze biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dalla Cina non si registrano al momento aggiornamenti e Maga osserva che “l’aumento anomalo dei casi riguarda polmoniti da mycoplasma pneumoniae.
Periodicamente questo batterio può causare epidemie”. Il mycoplasma è anche fra le cause delle polmoniti in Vietnam, dove dall’inizio di ottobre sono aumentati i casi di malattie respiratorie, soprattutto nei bambini, secondo la rete della Società internazionale per lo studio delle malattie infettive. Ancora il mycoplasma è sotto accusa per l’aumento del 36% di polmoniti fra i bambini avvenuto negli ultimi giorni in Francia, dove il batterio era quasi scomparso durante la pandemia di Covid-19. “Dallo scorso mese di aprile c’è un aumento della circolazione mondiale di mycoplasma pneumoniae, in particolare, in Asia, ma anche in Europa”, osserva Alexandre Bleibtreu, membro della Société de pathologie infectieuse de langue française (Spilf). Anche secondo Maga, l’uscita dal lungo isolamento imposto dalla pandemia sembrerebbe l’ipotesi più accreditata: “molto probabilmente l’effetto della cessazione delle misure anti Covid favorisce la circolazione di agenti patogeni noti”, rileva. “Il mycoplasma – prosegue – è un batterio particolare resistente a molti antibiotici e va tenuto sotto controllo dal punto di vista epidemiologico, ma al momento non sembra esserci un allarme”.
