Pogacar, tre vertebre rotte e l’appello all’UCI sulle strade

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Tadej Pogacar racconta le tre vertebre rotte, il recupero difficile e l’appello all’UCI per interventi sulla sicurezza delle strade.

Gruppo di corridori professionisti affronta una strada in salita durante una gara ciclistica.

Tour de France, tredicesima tappa 2024. Foto: Hugo LUC — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tour de France, tredicesima tappa 2024. Foto: Hugo LUC — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Tadej Pogacar and his team in front of the peloton during Simacourbe climb of Tour de France 2024 stage 13.jpg — Hugo LUC

Tadej Pogacar ha riportato tre vertebre rotte in seguito a una caduta. Secondo Tuttobiciweb, nell’intervista a The Athletic il corridore ha anche rivolto un appello all’UCI sulla sicurezza delle strade.

Tre vertebre rotte e le difficoltà iniziali

«Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, sono stato semplicemente felice di essere vivo, o anche solo di essere ancora in piedi.» — Tadej Pogacar

Secondo Tuttobiciweb, nelle prime due settimane successive alla caduta Pogacar ha riferito di essere stato mentalmente in difficoltà. Il corridore ha descritto quel periodo come una fase di depressione, segnata dalla necessità di farsi aiutare dal medico della squadra perfino per fare la doccia, dalle vertigini che gli impedivano di restare in piedi e dalla sensazione di essere completamente fuori fase.

«Ero semplicemente depresso: dovevo farmi fare la doccia con l’aiuto del medico della squadra, non riuscivo a stare in piedi senza avere le vertigini, ero completamente fuori fase, sono stati momenti davvero duri». — Tadej Pogacar

Rulli, fisioterapia e il recupero quotidiano

Il miglioramento è cominciato con l’uso dei rulli e la fisioterapia. Pogacar ha definito il recupero una battaglia quotidiana, tra giornate in cui voleva fare tutto e altre nelle quali non voleva fare nulla.

«Ma era una battaglia quotidiana. Alcuni giorni volevo fare tutto, altri non volevo fare assolutamente nulla». — Tadej Pogacar

Tra gli obiettivi c’era il campionato Europeo. Voleva correrlo perché conosceva ogni metro del percorso e si era allenato sulle salite, ma una radiografia effettuata tre settimane dopo la caduta ha mostrato che la frattura non era guarita bene. Quel controllo ha fatto svanire le speranze di correre il campionato Europeo.

Non sono stati resi noti la data della caduta, il campionato Europeo al quale Pogacar voleva partecipare e il momento in cui potrà considerarsi completamente guarito. Il racconto dell’infortunio si concentra invece sulle condizioni affrontate nel recupero e sulle precauzioni che il corridore dovrà mantenere.

Le cautele contro una nuova caduta

Pogacar ha dichiarato di non avere più fastidi, pur dovendo evitare nuove cadute in bicicletta e i sollevamenti pesanti con il braccio sinistro.

«Se adesso dovessi cadere di nuovo, potrebbe essere molto problematico.» — Tadej Pogacar

Il corridore ha chiesto maggiore attenzione per fondi stradali dissestati, buche, dossi artificiali e rotatorie, contrapponendo questi temi ai controlli su calzini e manubri.

«All’UCI dico che ci sono molte cose da fare, sicuramente non misurare i calzini e la larghezza del manubrio». — Tadej Pogacar

I Mondiali di paraciclismo su pista ad Apeldoorn

Le informazioni sui Mondiali di paraciclismo su pista descrivono un avvenimento distinto dall’intervista di Pogacar. Secondo Cicloweb, l’edizione 2026 si svolge ad Apeldoorn e mette in palio 48 titoli, con 235 atleti in rappresentanza di 46 nazioni.

  • Claudia Cretti ha conquistato l’argento nella gara a eliminazione WC5.
  • Giacomo Salvalaggio ha vinto il bronzo nel chilometro da fermo MC4.
  • La rassegna riunisce 235 atleti provenienti da 46 nazioni.

Il programma dei Campionati del Mondo di paraciclismo su pista ad Apeldoorn è indicato dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Non sono riportati l’esito della gara di velocità WC5 di Cretti né il seguito delle competizioni dopo gli eventi descritti.


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