Post Malone affronta i suoi demoni legati all’alcol

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Il brano “Love/hate letter to alcohol” conferma che il prossimo album della rapstar sarà profondo.

Il video di “Love/hate letter to alcohol”, pubblicato sulla sua pagina Instagram racconta molto di quello che sarà il nuovo album di Post Malone, “Twelve Carat Toothache”, in uscita il prossimo 3 giugno. Un coro etereo, una voce che arriva dalle viscere, una scenografia dark per raccontare il demone dell’alcol, con cui il rapper e cantante ha fatto i conti. Il frammento di video è tratto dall’esibizione al Saturday Night Live in cui la voce di “Rocktar” ha eseguito il pezzo completo insieme ai Fleet Foxes, un gruppo folk rock statunitense. L’artista di Syracuse, che negli anni ha creato una miscela potente fra mondo urban e atmosfere rock, prosegue verso una strada più intima, di racconto personale. Era l’unico modo per ripartire e ritrovare la fiamma della creatività.

È lo stesso approccio che è alla base di “Cooped Up”, il singolo pubblicato con Roddy Ricch, altro tassello che anticipa il successore di “Hollywood’s Bleeding”. “Cooped Up” segna anche la seconda collaborazione tra Posty e Ricch: nel 2019, infatti, il rapper vincitore del Grammy Award e certificato disco di diamante, è apparso nel remix di “Wow”, la hit quintuplo disco di platino di Malone. Alla fine dell’anno scorso, l’artista ha testato le acque della scena musicale con l’esplosivo “One Right Now” insieme a The Weeknd. Il singolo è entrato nella Top10 della Billboard Hot 100 e ha raggiunto attualmente oltre 1 miliardo di stream, riportandolo di fatto protagonista nel mondo musicale. Ma cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album di Post Malone?

Nessuna distrazione, nessun compromesso e soprattutto nessun riempitivo. È questo il motto di Post Malone, che a breve pubblicherà il suo nuovo album. L’artista, nella sua villa-santuario-rifugio antiatomico fra le montagne dello Utah, lucidissimo, ha raccontato tempo fa a Billboard l’approccio con cui si è messo a lavorare. Neanche a dirlo: il suo quarto album in carriera è uno dei progetti più attesi dell’anno. Proprio per questo il rapper di Syracuse, classe 1995, sempre più strutturato anche nel mondo del business e che presto diventerà padre, non vuole sbavature o errori dopo un periodo difficilissimo a livello creativo. “Ho sofferto di paralisi creativa dopo aver pubblicato il mio ultimo album ‘Hollywood’s Bleeding’ – racconta Posty a Billboard – mi sono trasferito da Los Angeles allo Utah. Pensavo a una marea di cose, tutte nello stesso tempo. Era un fottuto sovraccarico di pensieri. Bisogna tenere saldo il volante per essere in grado di continuare a creare canzoni. Ed è difficile da fare perché viene da dire: ‘cazzo, ho già parlato di tutto’. E sei a corto di idee, ed è una merda spaventosa. Ti blocchi”. 

Il blocco lo ha superato concentrandosi solo sulla musica, ritirandosi in esilio nel suo “santuario musicale” fra i monti, senza distrazioni o modi di vivere al limite. In questo è stato aiutato dal lockdown. Nell’intervista spiega di essersi praticamente isolato, di aver cambiato telefono e di aver tenuto salvati solo pochi numeri fra cui ovviamente quelli dei parenti. C’è da aspettarsi, quindi un disco profondo, capace di scavare dentro il proprio io, affrontando quei demoni da cui non si può scappare.  

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