PRESSING DELLE REGIONI SUL GOVERNO PER RIVEDERE I 21 PARAMETRI FASCE A RISCHIO

Aggiornare le indicazioni sui tamponi rapidi e molecolari e rivedere gli indicatori del monitoraggio. Sono le richieste delle Regioni che al termine della Conferenza di questa mattina hanno chiesto un incontro urgente con il ministro della Salute Roberto Speranza e con quello degli Affari Regionali Francesco Boccia. «C’è la necessità – dice il vicepresidente Giovanni Toti – di rivedere in un’ottica di semplificazione i parametri che sono stati elaborati nella prima fase della pandemia procedendo ad un aggiornamento delle indicazioni sull’utilizzo dei test rapidi antigenici e del test di biologia molecolare e alla modifica degli indicatori per il monitoraggio ai fini della classificazione». «I 21 parametri per definire le misure restrittive utili al contenimento #Covid_19 vanno rivisti. Consenso unanime alla proposta del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nella Conferenza delle Regioni di oggi. Ora il confronto con il Governo» ha twittato afferma il vicepresidente del Fvg, Riccardo Riccardi.

Era stato il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, nella giornata di sabato, dopo la decisione del Governo di applicare alla regione le restrizioni della zona arancione, a chiedere la convocazione della Conferenza delle Regioni per affrontare il tema dei criteri che determinano il passaggio nelle fasce di rischio. Il governatore ligure Giovanni Toti al termine della Conferenza delle Regioni ha chiesto anche «un serio confronto politico tra Governo e Regioni sulle misure da prendere in ogni territorio, che tengano conto della situazione economica e sociale». E ricordando che il 3 dicembre scade anche l’ultimo Dpcm, ha lanciato un appello: «Prima di rinnovarlo occorre stabilire meccanismi di condivisione delle decisioni più efficienti e comprensibili. Oggi le istituzioni devono lavorare insieme, evitando polemiche e giudizi sommari»

Dopo due settimane di misure restrittive per le regioni rosse e arancioni potrebbero essere possibili, nella terza settimana, quella di monitoraggio e verifica, «allentamenti per alcune aree». Ma è un’ipotesi per ora solo teorica. E la situazione è ancora molto fluida. Dal governo non sembrano preoccupati che si vogliano mettere in discussione i criteri fissati per la Cabina di regia al ministero della Salute, nella quale sono rappresentate anche le Regioni. Le prime a essere sottoposte a nuova valutazione saranno, dal 20 novembre, le prime a essere dichiarate rosse, ossia Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta ed Alto Adige (Provincia autonoma).

La pressione delle categorie produttive – specie ristoratori e commercianti – sui presidenti di Regioni si stanno facendo sempre più forti affinché si agisca sul governo per fargli allentare il più presto possibile la stretta anti-Covid. Si conta di ottenere cambiamenti di fascia dal ministero della Salute anche prima del nuovo Dpcm che dopo il 3 dicembre definirà le regole per le feste natalizie (e per i consumi ad esse connessi). Ma il meccanismo a tre colori ideato dall’esecutivo con l’ultimo Dpcm prevede dei tempi ben precisi, che il ministro della Salute Roberto Speranza sembra intenzionato a far rispettare senza deroghe. Chi ha un colore resta per due settimane minimo in quella fascia. Dalla terza in poi, quella della verifica dei dati, a fronte di numeri incoraggianti si può iniziare a parlare di “allentamenti”, esperti permettendo.

Ma non sarà facile ottenerli per le Regioni. Di fronte a un primo, timido ammorbidimento della curva epidemica non è il momento di mollare la presa, si ragiona nell’esecutivo e nel Comitato tecnico scientifico, soprattutto se si vuole avere qualche possibilità di allentamento del rigore a Natale. Dibattito sulle feste, il cenone e il veglione che peraltro al momento Speranza definisce “lunare”.

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