PRESSING SULLA AZZOLINA PER CHIUDERE LE ELEMENTARI

La scuola è la principessa delle attività produttive. Continuerò a battermi per tenerle aperte”. Il ministro Lucia Azzolina non sembra intenzionata a cedere, tanto da aver ribadito, intervenendo ieri a Radio anch’io, che “Compatibilmente con la situazione epidemiologica dobbiamo provare a tenerle aperte“. In caso contrario, il rischio sarebbe quello di provocare “un disastro educativo, sociologico, formativo, psicologico”.

Intanto, però, i casi di Covid-19 in Italia hanno superato il milione e lo spettro del lockdowntotale sembra avvicinarsi sempre di più, nonostante le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte. E questa mattina, Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, è intervenuto a SkyTg24, specificando che il rischio di una chiusura generalizzata “non è scongiurata, perché dobbiamo valutare gli effetti” delle misure adottate con l’ultimo Dpcm. É necessario intervenire per abbassare la curva dei contagi, spiega l’esperto, e “soltanto quando saremo certi che questo avviene allora potremo trarre delle conclusioni. Però tutti quanti stiamo cercando di evitare il lockdown nazionale, di elaborare delle misure proporzionate alla circolazione del virus”. Per capire cosa ci aspetta, però, dovremo “aspettare ancora una decina di giorni, perché le misure che sono state introdotte una settimana fa e quelle rafforzate pochi giorni fa, per dare degli effetti stabili bisogna valutarle dopo 2 settimane”.

E in questo clima si fa più incerta anche la posizione delle scuole, dove si registrano spesso nuovi casi, anche se, secondo quanto ricordato dal ministro Azzolina, i focolai nelle classi sono solo il 3,5% rispetto a quello del resto del Paese. Inoltre, gran parte degli studenti seguono già le lezioni online. Alcuni sindaci, però, chiedono a gran voce anche la chiusura delle scuole elementari. Dopo le limitazioni disposte dal governatore Vincenzo De Luca, ora anche alcuni sindaci hanno iniziato a far sentire la propria voce in tema di istruzione. A Catanzaro, fino al 28 novembre è stata disposta la sospensione delle attività in presenza nelle scuole “di ogni ordine e grado”: “Mi auguro che queste due settimane siano sufficienti per far sì che la risposta di un sistema, finora gravato da consistenti ritardi, diventi più efficace e tempestiva”, ha commentato il sindaco. Nella stessa direzione potrebbe andare anche il sindaco di Palermo, che ha inviato “una nota all’Ufficio scolastico regionale, all’Azienda sanitaria provinciale e all’assessorato all’Istruzione in cui chiedo che mi sia garantito che nelle scuole non c’è una condizione di pericolo”. In caso contrario, ha annunciato, “valuterò de posso disporre la chiusura delle scuole dell’obbligo in città”.

Intanto, secondo alcune indiscrezioni raccolte da Marco Antonellis sul sito Affaritaliani, potrebbero arrivare dei provvedimenti in questo senso nei prossimi giorni, che potrebbero comprendere anche la chiusura delle scuole elementari, nel caso in cui il numero dei contagi non fosse calato. Circolerebbero già delle date. Si parla di una settimana di tempo per vedere la curva dei contagi: se non dovessero scendere potrebbe rendersi necessaria una decisione che potrebbe appunto riguardare anche le scuole elementari. “In alcune primarie di Milano – conferma al Giornale.it una docente – i genitori hanno ricevuto una comunicazione per prepararsi a un’eventale didattica a distanza”.

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