Prima tegola per Trump nel processo per la pornostar
epa11296308 Republican presidential candidate and former U.S. President Donald Trump walks with his attorney Todd Blanche (L), as his criminal trial continues at Manhattan Criminal Court in New York, New York, USA, 23 April 2024. Trump is facing 34 felony counts of falsifying business records related to payments made to adult film star Stormy Daniels during his 2016 presidential campaign. EPA/Brendan McDermid / POOL
I pubblici ministeri di New York incassano una prima vittoria nel processo a Donald Trump per il caso pornostar, dove nel frattempo il tycoon rischia anche una sanzione per oltraggio alla corte. David Pecker, a lungo amico ed editore del tabloid National Esquirer ma ora testimone chiave dell’accusa in cambio dell’immunità, ha corroborato il castello accusatorio sull’esistenza di una sorta di “cospirazione” per insabbiare le storie compromettenti su The Donald, come quella di Stormy Daniels, per non danneggiare la sua candidatura alla Casa Bianca e quindi “corrompere” le elezioni.
Il re dei tabloid ha ammesso che in un incontro alla Trump Tower nell’agosto 2015 Trump e il suo avvocato Michael Cohen gli chiesero cosa potesse fare “per aiutare la campagna” del tycoon. E che lui si impegnò ad essere “i loro occhi e le loro orecchie”, pubblicando storie positive su Trump e negative sui suoi rivali, come Hillary Clinton, Ted Cruz e Marco Rubio. Ma anche avvisando Cohen se fosse venuto a conoscenza di voci dannose (come capitò col portiere della Trump Tower su una presunta paternità extramatrimoniale) e donne che tentavano di vendere storie avute con The Donald, (come successe poi con Stormy Daniels e, prima, con la coniglietta di Playboy Karen McDougal).
