Produttività Umbria, nel 2024 divario del 16,2% sull’Italia
Nel 2024 le società di capitali umbre hanno generato 58.677 euro per addetto: la produttività Umbria resta del 16,2% sotto la media italiana.
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La produttività Umbria resta sotto la media italiana: nel 2024 le società di capitali hanno generato 58.677 euro di valore aggiunto per addetto, contro 70.052 euro a livello nazionale. Secondo Umbria 24, il divario è pari al 16,2%, in miglioramento rispetto al 18,3% registrato nel 2019.
I dati derivano dall’analisi della Camera di commercio dell’Umbria sui bilanci depositati nel 2025 dalle società di capitali iscritte al Registro delle imprese. La produttività utilizzata nello studio è il valore aggiunto per addetto e non costituisce una valutazione della produttività del singolo lavoratore.
Il recupero rispetto al 2019
Fatto 100 il dato italiano, l’indice della produttività regionale è passato da 81,7 nel 2019 a 83,8 nel 2024. L’indice è sceso a 78,3 nel 2021. Per il 2022 è stato pari a 78,9.
- Nel 2019, il divario dalla media nazionale era del 18,3%.
- Nel 2021, l’indice umbro è sceso a 78,3.
- Nel 2022, l’indice si è attestato a 78,9.
- Per il 2024, l’indice è arrivato a 83,8 e il divario si è ridotto al 16,2%.
L’indice mette a confronto il valore umbro con il riferimento italiano fissato a 100. Il valore di 83,8 nel 2024 si affianca al dato di 58.677 euro di valore aggiunto per addetto registrato per le società di capitali della regione.
Perugia e Terni, valori distanti
All’interno dell’Umbria emergono differenze tra i due territori. Il Perugino ha raggiunto 60.473 euro di valore aggiunto per addetto, un livello del 13,7% inferiore alla media nazionale. Il Ternano, invece, si è fermato a 52.166 euro per addetto, con uno scarto del 25,5% rispetto al dato italiano.
Tra Perugia e Terni la differenza supera gli 8.300 euro di valore aggiunto per addetto. Il divario con il riferimento nazionale risulta dunque più contenuto nel Perugino che nel Ternano.
Anche il costo del lavoro presenta una distanza dal riferimento italiano: in Umbria è stato pari a 35.151 euro per addetto, contro i 40.280 euro della media nazionale.
Manifattura e altri servizi
I risultati cambiano anche in base ai comparti. La manifattura umbra ha registrato 80.717 euro di valore aggiunto per addetto e un divario del 7,7% rispetto ai livelli nazionali.
Negli altri servizi, invece, il valore aggiunto per addetto si è fermato a 43.175 euro. In questo caso la distanza dalla media italiana raggiunge il 28,3%.
Fra i due dati settoriali riportati nell’analisi, la manifattura presenta quindi uno scarto dalla media nazionale più basso rispetto agli altri servizi. Il valore aggiunto per addetto della manifattura è indicato insieme al divario del 7,7%, mentre per gli altri servizi il valore di 43.175 euro si accompagna a una distanza del 28,3%.
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I dati parziali del 2025
I primi dati relativi al 2025 indicano un possibile ulteriore recupero. Il valore aggiunto per addetto salirebbe a 59.518 euro, mentre il divario nazionale scenderebbe all’8,6%.
Si tratta però di un quadro parziale: al momento dell’analisi risultava acquisito circa il 72% dei bilanci attesi in Umbria, a fronte del 77,7% rilevato in Italia. Il confronto 2025 è quindi basato su una raccolta dei bilanci non ancora completa.
I dati parziali del 2025 indicano un valore più alto e una distanza dalla media italiana più ridotta rispetto a quella misurata per il 2024. Il confronto riguarda il passaggio da 58.677 a 59.518 euro per addetto e dal divario del 16,2% a quello dell’8,6%.
La quota di bilanci acquisiti in Umbria risulta inferiore di 5,7 punti percentuali rispetto a quella rilevata in Italia. Il dato 2025 resta parziale perché, al momento dell’analisi, erano stati acquisiti circa il 72% dei bilanci attesi in Umbria.

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