Questa Armani ci piace in una EuroLeague complessa che sale di livello

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Ettore Messina ha presentato al Torneo di Creta una Olimpia Milano quasi pronta a quelle partenze brucianti a inizio stagione che sono sempre state il modo preferito del coach di approcciare le competizioni. E’ la novità del 24-25 dopo qualche preseason complicata da vari fattori – pensiamo a ritorni tardivi di giocatori impegnati con i tornei estivi della FIBA, o l’arrivo di Mirotic a roster già definito dell’estate scorsa, tra i tanti. Le limitazioni al budget, di cui abbiamo scritto un po’ di tempo fa e che non sono state negate, lo hanno costretto a scelte mirate e a costruire un roster più compatto ed efficace dei precedenti finalmente libero dalle variabili condizionanti che non ci sono più nello spogliatoio milanese: Hines, che si è ritirato, Melli e Hall passati al Fenerbahçe, e la rinuncia definitiva a Shabazz Napier.

Senza inseguire le stelle di ritorno dalla NBA, una classifica dominata dall’Olympiacos che ne ha dieci, con Barcellona, Madrid, Monaco e Partizan che ne hanno otto e Panathinaikos sette, Messina ha la squadra calibrata all’esecuzione della sua pallacanestro senza eccessive variazioni sul tema e/o artisti dell’improvvisazione a sconvolgerne l’armonia, con Shields e Mirotic capaci di crearsi all’occorrenza un tiro da soli. Due partite in due giorni a Heraklion, lo stesso schema del prossimo weekend alla Unipol Arena per la Supercoppa, ci mostrano una squadra ormai pronta a prendersi il primo trofeo stagionale ufficiale e progredire ulteriormente per l’inizio della EuroLeague. Banchi l’ha già fatto notare nella conferenza stampa dopo la partita, proprio il coach che nell’ottobre scorso, arrivato all’ultimo momento alla Virtus Bologna, ha saputo stupire tutti con un girone di andata di EuroLeague incredibile, e che questi aspetti li capisce prima e meglio di tanti.

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