Ragazzaccio esce al cinema: il film di Paolo Ruffini

Ragazzaccio è la storia di un adolescente che comunemente verrebbe definito un bullo il quale nasconde dietro la maschera un animo fragile e confuso

È fresco di uscita in sala Ragazzaccio, storia di un adolescente che comunemente verrebbe definito un bullo il quale nasconde dietro la sua durezza un mondo fragile, fatto di difficoltà di comunicazione, anaffettività e mancanza di ascolto. È Paolo Ruffini l’autore di questo film drammatico. L’attore che ben conosciamo per sua verve comica, si mette al servizio come sceneggiatore, produttore e regista di questo racconto di formazione adolescenziale dolce e doloroso, provando a ritrarre il disagio dei giovani che si sono trovati ad affrontare il momento storico più difficile della loro generazione, la prima ondata di una pandemia mondiale, che ha generato fragilità emotiva, solitudine, iper-connessione tecnologica, i cui risvolti reali li stiamo scoprendo solo recentemente.

Del cast di Ragazzaccio fanno parte i veterani Giuseppe Fiorello, Massino Ghini e Sabrina Impacciatore, mentre Alessandro Bisegna e Jenny De Nucci sono i giovani attori che fanno propria una sceneggiatura dal tratto delicato e ironico. Girato in una sola settimana con due unità che hanno lavorato in contemporanea nel marzo 2021, Ragazzaccio è un film indipendente prodotto da Vera Film con Minerva Pictures, l’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Di.Te. di Giuseppe Lavenia, Simone Valenza, e distribuito da Adler Entertainment. Ad impreziosire il film, l’omonimo brano originale realizzato da Francesco Sarcina.

Ragazzaccio: trama del film di Paolo Ruffini

La storia di Ragazzaccio segue il personaggio di Mattia, un teenager arrabbiato, insofferente alle regole e, sostanzialmente, è un bullo. È uno di quelli che dalla classe vengono regolarmente sbattuti fuori, uno di quelli che “è intelligente ma non si applica”. È arrabbiato con i suoi genitori e forse col mondo intero. Frequenta il liceo classico e nella sua mente l’incubo della bocciatura è più pesante dell’incubo del Covid. Nel silenzio ansiogeno della quarantena, Mattia passa le giornate chiuso nella sua stanza, tra una video lezione e uno scherzo di pessimo gusto con i suoi compagni. In questa situazione, però, Mattia scopre l’amore. E lo scopre attraverso l’unico modo di comunicare ai tempi del virus: i social network e la DaD.

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