Reddito cittadinanza, Calderone “Andremo per gradi ma serve riforma”

.Sul reddito di cittadinanza “andremo per gradi. Il governo non ha intenzione di dimenticare chi ha necessità di un sostegno economico. Lo ha detto anche il presidente del Consiglio presentando la manovra. La scelta di una soluzione ponte sul 2023 va in questa direzione: intervenire subito sugli occupabili per portarli a rientrare nel mondo del lavoro mentre si lavora a una riforma organica delle politiche attive e dei centri per l’impiego, riformulando nel contempo le misure di lotta alla povertà”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro del Lavoro Marina Calderone. Quanto al taglio del costo del lavoro per il rilancio dell’occupazione il ministro osserva: “Non possiamo ritenere sufficienti le misure inserite nell’attuale manovra di bilancio, anche se quanto fatto è il massimo ottenibile alle condizioni attuali. Si tratta – spiega – di interventi che vanno visti come passi in avvicinamento agli impegni di legislatura, cioè il taglio del cuneo fiscale e contributivo entro il 5%. La scelta di intervenire attraverso l’estensione dello sgravio a carico del lavoratore subordinato a tutto il 2023, i bonus per le assunzioni under 36 e per donne svantaggiate, la flat tax al 5% per premi di lavoro straordinario sono una prima risposta fornita in un solo mese di governo per far arrivare ai lavoratori risorse pari a circa una mensilità in più. Avremo modo di lavorare ancora su questo aspetto”. Infine, sul capitolo voucher a chi dice che così si aumenta la precarietà, Calderone reploica: “La flessibilità è diversa dalla precarietà. Non si può dire che aver aumentato il plafond da 5 a 10 mila per azienda per l’utilizzo di prestazioni occasionali, tracciate, aumenti la precarietà. Esistono esigenze, in particolari settori, che richiedono un aumento di manodopera che in questo modo restano nell’alveo della legalità”.

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