Ricorso Rigopiano in Cassazione su tre punti dell’Appello bis

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La Procura generale di Perugia ha presentato il ricorso Rigopiano in Cassazione su tre punti della sentenza dell’Appello bis dell’11 febbraio.

La Corte di Cassazione vista oltre un ponte, con il fiume e alberi in primo piano

La sede della Cassazione lungo il Tevere. Foto: Alvesgaspar — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La sede della Cassazione lungo il Tevere. Foto: Alvesgaspar — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Corte di Cassazione September 2015-1.jpg — Alvesgaspar

Il ricorso Rigopiano della Procura generale di Perugia ha impugnato in Cassazione la sentenza dell’Appello bis sul disastro di Rigopiano. Secondo L’Aquila Blog, il ricorso è stato depositato dal procuratore generale Sergio Sottani e riguarda tre punti della decisione pronunciata dalla Corte d’Appello di Perugia.

Il procedimento giudiziario resta quindi aperto davanti alla Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulle contestazioni formulate dalla Procura generale dopo la sentenza dell’11 febbraio 2026.

La sentenza dell’11 febbraio 2026

L’Appello bis era stato disposto dalla Cassazione nel dicembre 2024 ed è arrivato a decisione l’11 febbraio 2026. Il pronunciamento della Corte d’Appello di Perugia aveva definito posizioni diverse nel processo legato alla valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’Hotel Rigopiano di Farindola, causando 29 vittime.

Secondo L’Aquila Blog, la sentenza dell’Appello bis aveva disposto complessivamente tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. Il ricorso depositato da Sottani riguarda tre punti di quella decisione, pronunciata dalla Corte d’Appello di Perugia.

Tra gli esiti della sentenza figuravano le condanne per disastro colposo e le dichiarazioni di prescrizione. Le cinque assoluzioni comprendevano anche le posizioni dell’allora sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, che rientrano nel ricorso.

  • Tre condanne a due anni per disastro colposo;
  • cinque assoluzioni nell’Appello bis;
  • due prescrizioni dichiarate dalla Corte d’Appello.

Tra le condanne a due anni per disastro colposo figurano Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Per Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, invece, la Corte aveva dichiarato la prescrizione.

Le posizioni di Lacchetta e Colangeli

Uno dei punti investiti dal ricorso riguarda la posizione dell’allora sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, entrambi assolti nell’Appello bis. Al centro della contestazione vi sono gli obblighi di prevenzione e gli interventi che avrebbero potuto essere adottati prima della tragedia.

Per Lacchetta, l’accusa torna sulla possibilità di assumere provvedimenti urgenti anche senza la Carta di localizzazione dei pericoli da valanga. Si tratta di una questione già affrontata dalla Cassazione e ora riproposta nel ricorso depositato dalla Procura generale.

La posizione di Colangeli è indicata insieme a quella di Lacchetta tra quelle interessate dall’impugnazione. L’Appello bis li aveva assolti; il ricorso della Procura generale richiama entrambi nel quadro dei tre punti contestati.

Gli obblighi di prevenzione e gli interventi che avrebbero potuto essere adottati prima della tragedia costituiscono uno dei temi riportati nell’impugnazione. Per Lacchetta, la contestazione riguarda in particolare i provvedimenti urgenti in assenza della Carta di localizzazione dei pericoli da valanga.

Il nodo della prescrizione

Il ricorso ripropone anche la questione della prescrizione per alcuni dei reati contestati nel processo. Durante l’Appello bis, il sostituto procuratore generale Paolo Barlucchi aveva sostenuto che alcuni di quei reati non fossero ancora prescritti; la sentenza di febbraio aveva poi dichiarato la prescrizione per D’Incecco e Di Blasio.

La questione era stata sostenuta da Barlucchi nel corso dell’Appello bis e viene riproposta nel ricorso della Procura generale. La sentenza dell’11 febbraio aveva dichiarato la prescrizione per Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio.

Il ricorso riguarda tre punti della sentenza, senza che siano indicati nel dettaglio tutti i punti contestati. Tra gli elementi riportati figurano la prescrizione di alcuni reati e il tema dei provvedimenti urgenti.

Assoluzioni e condanne nella decisione d’appello

Oltre a Lacchetta e Colangeli, nell’Appello bis erano stati assolti Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio ed Emidio Primavera.

La decisione dell’11 febbraio aveva attribuito a Visca, Caputi e Antenucci la condanna per disastro colposo, fissando la pena in due anni per ciascuno. Sul versante delle assoluzioni, il ricorso della Procura generale coinvolge espressamente Lacchetta e Colangeli; sul fronte della prescrizione, torna invece la valutazione sui reati che l’accusa ritiene non fossero ancora prescritti nel corso dell’Appello bis.

Le tre condanne, le cinque assoluzioni e le due prescrizioni erano gli esiti disposti dalla Corte d’Appello di Perugia. La Procura generale ha impugnato la sentenza pronunciata l’11 febbraio 2026.

Il prossimo esame della Cassazione

La Cassazione dovrà pronunciarsi sui punti contestati dalla Procura generale di Perugia. Il ricorso riporta davanti ai giudici di legittimità la sentenza emessa nel processo d’appello bis sulla tragedia di Rigopiano e le questioni relative a prevenzione, provvedimenti urgenti e prescrizione.

La Cassazione dovrà pronunciarsi sui punti contestati dalla Procura generale. La sentenza della Corte d’Appello di Perugia aveva disposto tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni nel procedimento nato dalla valanga del 18 gennaio 2017.


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