Rinnovo Pellegrini, perché sì e perché no: cosa deve fare la Roma?
Dopo 11 giornate di campionato, la Roma è prima in classifica insieme all’Inter
Ma Lorenzo Pellegrini può ancora rinnovare con la Roma? Il solo fatto che questa domanda circoli nell’ambiente romano racconta quanto, nel calcio, tutto possa cambiare in pochi mesi. Perché se riavvolgiamo il nastro fino alla scorsa estate, forse un argomento del genere non era neanche contemplato. Pensateci: Pellegrini termina la stagione 2024/2025 da infortunato, arriva Gasperini e vive in disparte tutta la preparazione estiva perché deve recuperare, perde la fascia da capitano e, prima di Roma-Bologna, il tecnico giallorosso annuncia in conferenza stampa che la società non ha intenzione di prolungare il suo contratto. Insomma, come poteva andare a finire?
Se abbiamo chiaro l’inizio, mancano ancora svolgimento e conclusione. Per l’ultima parte c’è tempo. È più interessante, invece, analizzare i recenti sviluppi. Dopo 11 giornate di campionato, la Roma è prima in classifica insieme all’Inter. E anche Pellegrini ha messo il suo timbro. Come l’anno scorso, il centrocampista si è svegliato dal ‘torpore’ nel derby contro la Lazio, deciso proprio da un suo gol sotto la Curva Nord. Poi è aumentato l’impiego di Gasperini, con il graduale recupero della condizione atletica. E dopo la prestazione contro l’Udinese, l’ultima prima della sosta nazionali di novembre, si sono riaccesi i fari sulla possibilità di rimanere nella Capitale.
Dunque, perché Pellegrini dovrebbe rinnovare con la Roma? Partiamo dall’aspetto più ‘venale’: evitare di perderlo a parametro zero. Prima ancora delle valutazioni tecniche, c’è un tema economico che riguarda soprattutto il club giallorosso. Il contratto del giocatore scade a giugno 2026: prolungarlo – possibilmente a cifre più contenute rispetto a quelle attuali – permetterebbe alla società di tutelarsi, incassare i soldi del cartellino in caso di cessione e dare respiro al bilancio.
Ora passiamo al campo. Se, oltre al centravanti, l’obiettivo della Roma a gennaio è cercare un centrocampista più qualitativo e prolifico in zona gol, forse il prodotto è già fatto in casa. Perché Pellegrini corrisponde all’identikit giusto. Tra i suoi colleghi di reparto, Lorenzo è l’unico a quota 2 reti in campionato. Decimo più utilizzato della rosa – complice anche i problemi fisici – nelle ultime settimane ha aggiunto maggiore agonismo e brillantezza atletica. Lo dimostrano i numeri contro l’Udinese, forse la sua miglior partita stagionale finora. E non solo per il rigore segnato. Il giallorosso ha ingaggiato 10 duelli ed effettuato 3 recuperi. Se il suo rendimento dovesse mantenere questi standard, le chance di rinnovo potrebbero aumentare.
Ovviamente, c’è l’altra faccia della medaglia. Nonostante il buon momento di forma, alcuni dubbi su Pellegrini restano. Torniamo al discorso economico. Da anni il club ha adottato una politica di riduzione del monte ingaggi per rientrare nei parametri del FFP. Attualmente, il centrocampista, secondo i dati del sito Fbref, percepisce 6,5 milioni di euro all’anno. Uno stipendio che pesa non poco sui conti della società. Se il numero 7 non fosse disposto a ridursi l’ingaggio – decisione legittima – è possibile che le strade finiscano per separarsi.
C’è chi, inoltre, non si fida al 100% della sua condizione fisica. Basti pensare a quante volte i tifosi hanno letto frasi come “stringe i denti” accanto al nome di Pellegrini. Una sorta di tormentone ricorrente. D’altronde, lo storico infortuni del classe ’96 non è da sottovalutare. Una piccola postilla, infine, sul discorso relativo alla continuità. Perché una tenuta atletica precaria compromette anche il livello delle prestazioni, che nel caso di Pellegrini non sono sempre all’altezza. Un tema che lo accomuna a un altro giallorosso della rosa, ovvero Paulo Dybala. Bisogna dire, però, che lo stipendio dell’argentino è il doppio a quello del centrocampista (12 milioni di euro all’anno, secondo i dati Fbef). (Romanews.eu)
