Road House, il regista Doug Liman contesta ancora lo spostamento sullo streaming

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Il regista Doug Liman ancora non accetta che Road House con Jake Gyllenhaal sia diventato un’esclusiva streaming su Prime Video

Mentre un seguito per Road House con Jake Gyllenhaal è in preparazione, grazie al successo stratosferico in termini di visualizzazioni ottenute su Prime Video, il regista del primo capitolo Doug Liman è tornato su una polemica dalla quale non ha intenzione di arretrare. Già alla pubblicazione del film Liman si era lamentato della mancata distribuzione cinematografica che, come è tornato a spiegare in un’intervista con Indiewire, ha avuto ripercussioni sulle percentuali contrattuali non più valide per lui e i collaboratori.

Ci sono differenze contrattuali tra un progetto nato per il cinema e un altro nato per lo streaming: nella fase di panico per la pandemia, i due universi si sono accavallati, portando una star come Scarlett Johansson – se ricordate – ad attaccare la Disney / Marvelper lo spostamento su Disney+ di Black Widow. Molti contratti hollywoodiani si basano su dinamiche precise per il mondo del cinema e quello dello streaming, quest’ultimo davvero regolamentato solo dopo il grande sciopero del 2023. In parole povere, Doug Liman, regista del grande successo di Road House con Jake Gyllenhaal, lamenta un trattamento del film non in sintonia con i termini dell’accordo, e accusa Amazon / MGM. Un’uscita al cinema prevede in automatico delle percentuali, che non vengono più pagate se il film non esce: se qualcuno ha accettato una paga inferiore in funzione di quelle, ne subisce un danno. Gyllenhaal ha già in passato smentito il regista, sostenendo che per quanto lo riguardava era sempre stato chiaro che Road House non fosse pensato per il cinema. Liman rileggendo il contratto ha ancora dubbi:

Prima di tutto dico che io non ho nulla contro lo streaming. Abbiamo bisogno di film per lo streaming, perché abbiamo bisogno che sceneggiatori, registi e attori vadano a lavorare, non tutti i film dovrebbero andare al cinema. Quindi sono un grande sostenitore di serie tv, film per lo streaming, film per il cinema, tutti dovrebbero esistere. […] Il mio problema con Road House è che avevamo fatto il film per la MGM in funzione del cinema, tutti sono stati pagati in relazione a un’uscita in sala. Poi Amazon ha cambiato idea e nessuno ha ricevuto una compensazione. 50 milioni di persone hanno visto Road House, ma io non ho visto un cent, nemmeno l’hanno visto Jake Gyllenhaal e Joel Silver il produttore. Così non va.

(Comingsoon.it) Immagine: MYMovies

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