Rocco Siffredi debutta a teatro: “È uno show poetico”
Il noto attore e regista pornografico si lancia in una nuova avventura, completamente diversa da ciò che ci si potrebbe aspettare da lui
Dopo la docuserie e il lancio dell’accademia online, adesso Rocco Siffredi prova a buttarsi sul teatro. Proprio così, il noto attore e regista pornografico ha debuttato a teatro. A parlarne è stato Siffredi stesso in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale. “Ho scelto il teatro per raccontare me stesso in prima persona, al posto di farlo fare agli altri”, ha esordito Siffredi, 60 anni. Quindi ha aggiunto: “C’è stata la serie tivù, ci sono state altre cose, ma è come se mancasse sempre qualcosa. Come se non si riuscisse a raccontare la vita di un porno divo se non attraverso il disagio, tralasciando l’ironia. Io non vado sul palco a raccontare le donne con cui sono stato, ci mancherebbe, ma neanche a fare Shakespeare..”.
Quindi Rocco Antonio Tano – questo il suo vero nome – ha spiegato: “Volevo uno spettacolo a teatro già prima del Covid, poi ci si è messa la pandemia. È stato allora che ho incontrato Paolo Ruffini (produttore dello show, ndr): una persona di una sensibilità pura, reale. Ha capito la mia esigenza, mi ha detto: ‘Vai e racconta la tua vita come piace a te’. Mi ha dato uno mano su come impostare la regia, ma il resto è tutta roba mia”.
Lo ha definito uno show poetico. Ma in che senso? “Quando si raccontano le cose con il cuore, la poesia c’è sempre. Il mio obiettivo era arrivare sul palco con umiltà e con sentimento: quello che mi contraddistingue da sempre è la massima sincerità e questa, per me, può essere poesia”, ha assicurato Siffredi. Infine una riflessione sul mondo del porno oggi e su OnlyFans (o piattaforme simili): “Da un lato, per fortuna, si è aperto un mondo nuovo di possibilità per migliaia di persone. Purtroppo però si è aperto anche a tanti individui che non hanno capito davvero che, senza una bussola, non si va da nessuna parte. C’è chi si dichiara ‘content creator’ e rinnega la parola pornostar, ma in fondo è la stessa roba fatta male. Io ripeto sempre: ‘Ci avete pensato almeno quattro volte?'”. (Today.it)
immagine: Repubblica Roma
