Roma, Ranieri cambia idea: «Severo il rosso ad Hummels». Poi striglia Dovbyk: «Deve credere in noi»
Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Cagliari. Il mister ha fatto un dietrofront sulla questione del cartellino rosso dato ad Hummels: «Espulsione forzata». Giovedì l’aveva definita «chiara e netta»
«Prima di iniziare volevo tornare sul discorso dell’espulsione di Hummels. Avevo visto le immagini da un telefonino e non avevo visto bene. Ci può stare l’espulsione ma è stata forzata. Non ci sono tutti e 4 i parametri per dire che era una chiara occasione da gol. È stato severo, poteva anche dare il giallo. In una gara come Real Bayern Monaco avrebbe dato il giallo, pazienza. Ma Turpin lo vorrei sempre, mi piace come arbitro. Ma questo è il calcio, non facciamo il vittimismo. Di solito non parlo mai dopo le partite di coppa ma Cagliari è una città particolare. Mi ha dato i natali da allenatore e ci tenevo a ridirlo».
Giocatori come Koné e Saelemaekers sono stati coinvolti poco contro il Bilbao, anche Pellegrini. «Il futuro è domani e faremo un ragionamento. Ho a disposizione 26 giocatori, per voi fa notizia per me no. A me dà l’opportunità di cambiare in corsa. Giocavamo contri una squadra che sapevamo che ci avrebbe attaccato e dopo 10 minuti cambia tutto. Sono giocatori fortissimi che sono nella mia mente per fare forte la Roma. Non c’è nessun problema per me e notizia per voi».
Ghisolfi prima della partita contro l’Athletic aveva detto che Dovbyk doveva dimostrare le sue qualità. Sembra non completamente coinvolto, cosa si può fare? Perché lo ha tolto dopo 8 minuti dall’inizio del secondo tempo? «L’ho cambiato quando ho ritenuto giusto cambiarlo. Ho lasciato Dybala perché mi poteva fare da punto di riferimento avanzato cosa che Dovbyk non riusciva a fare. Mi aspetto tanto da lui, ma deve decidersi. Deve reagire, far vedere che giocatore è. Credo in lui però lui deve credere in. Noi. È un dare e avere».
La Roma nel 2025 ha fatto più punti di tutti. Ci sono evoluzioni sul nuovo allenatore? «Ma se c’è qualcosa ve lo vengo a dire? Aspettate la fine del campionato e vedrete la scelta del campionato. Io non cambio idea. Il focus deve essere sulle 10 partite. La cosa più importante per la società e per i tifosi. Ne abbiamo 5 fuori e 5 in casa, col derby che è all’Olimpico. Giochiamo alla morte e raccoglieremo i punti che sapremo meritarci».
Che cosa significa che Dovbyk deve credere nella squadra? «Abbiamo un modus di giocare aggressivo, con determinazione. Lui pensa al gol io alla prestazione. Se non mi fa la prestazione e non mi fa il gol inizio a pensare. Io chiedo sempre la prestazione, so che non possono stare al 100% sempre. Se non mi dai né la prestazione né il gol non va bene. Deve lottare, non credo che non si sia arreso ma me lo deve dimostrare in partita e negli allenamenti. Se si arrende ho altri 25 giocatori da far giocare».
Come sta Hummels? La squadra ha reagito? «Si è scusato subito con la squadra ed è dispiaciuto. Ho chiesto alla squadra di reagire, va dimenticato tutto sia le cose buone che quelle fatte male. Dobbiamo stare sul pezzo, il Cagliari è una squadra ben quadrata. Vogliono salvarsi e arriveranno col coltello tra i denti».
