RUGBY: STOP AI CAMPI IN ERBA SINTETICA

Il rugby italiano dei dilettanti torna ai vecchi terreni di una volta: tra (poca) erba e (molta) terra battuta, e quando piove che battaglie nel fango! Nel mirino della Federazione ovale finiscono infatti i campi in erba sintetica, che negli ultimi 15 anni sono sorti in tutta la penisola grazie a finanziamenti agevolati, diventando vitali per molte società. Però nel frattempo le strutture – che si degradano inevitabilmente, e avrebbero bisogno di manutenzioni annuali – tranne rarissimi casi non sono più state adeguate agli standard internazionali di World Rugby: fino alla passata gestione Fir la questione era rimasta congelata grazie ad una serie di discutibili deroghe, nel corso dell’ultimo consiglio federale si è deciso di dire basta. “E’ un tema di sicurezza, di responsabilità penali e civili”, spiega Marzio Innocenti, presidente Fir. Che ha indirizzato una lettera ai club italiani: “Da questa stagione 2021-22, chi non sarà in regola non riceverà l’omologazione”.

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