Saldo imprese: 18.403 unità nel terzo trimestre 2026
Il saldo delle imprese nel terzo trimestre 2026 sale di 18.403 unità. Crescono iscrizioni e società di capitali, mentre la Gdo registra +1,07%.
Foto: USACE Europe District — CC BY 2.0, via flickr
“DeCA opens new commissary in Belgium with a little help from USACE” by USACE Europe District is licensed under CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org
Secondo la Repubblica, il saldo imprese italiano nel terzo trimestre 2026 è stato positivo per 18.403 unità, pari allo 0,32%, il livello più alto registrato dal 2021. A fine settembre le attività iscritte nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio erano 5.828.620.
Il trimestre ha visto crescere le nuove iscrizioni e alcune forme societarie, mentre la distribuzione moderna ha chiuso una seconda settimana consecutiva in aumento. Sul fronte energetico, l’ora legale ha prodotto minori consumi elettrici e un risparmio economico stimato oltre 90 milioni di euro.
Il saldo del Registro delle imprese
Il risultato del terzo trimestre nasce da 62.788 iscrizioni di nuove imprese, in aumento del 2,5%, e da 44.385 cessazioni calcolate al netto delle cancellazioni d’ufficio. Il saldo positivo di 18.403 unità ha portato il tasso trimestrale allo 0,32%.
Il dato è il più elevato dal 2021. Le rilevazioni riguardano il Registro delle imprese delle Camere di Commercio e collocano il totale delle imprese registrate a fine settembre a 5.828.620.
- 62.788 nuove iscrizioni nel terzo trimestre 2026;
- 44.385 cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio;
- 18.403 imprese in più, con un saldo dello 0,32%;
- 5.828.620 imprese registrate alla fine di settembre.
Società di capitali in crescita, calano le società di persone
La componente più consistente della crescita trimestrale è arrivata dalle società di capitali, aumentate di 14.529 unità, con un tasso dello 0,73%. Sono cresciute anche le ditte individuali: l’incremento è stato di 5.030 attività, pari allo 0,18%.
In direzione opposta, le società di persone sono diminuite di 1.342 unità. Il loro tasso di crescita nel trimestre è stato negativo per lo 0,17%.
I tre dati descrivono andamenti differenti all’interno del Registro: l’aumento delle società di capitali e delle ditte individuali si affianca alla riduzione delle società di persone, senza modificare il saldo complessivo positivo rilevato nel periodo.
Grande distribuzione, due settimane positive
Tra il 12 e il 18 ottobre la distribuzione moderna italiana ha registrato una crescita dell’1,07% rispetto allo stesso intervallo del 2025. Per la grande distribuzione organizzata nazionale è stata la seconda settimana consecutiva con segno positivo.
Le variazioni non sono state uniformi sul territorio. Le regioni del Sud hanno segnato l’aumento più alto, al 2,83%; il Nord-Est è cresciuto dell’1,46% e il Centro dell’1%. Il Nord-Ovest ha invece registrato una contrazione dello 0,17%.
- Sud: +2,83%;
- Nord-Est: +1,46%;
- Centro: +1%;
- Nord-Ovest: -0,17%.
Nel confronto dei dati progressivi, quello annuale è passato dall’1,28% all’1,27%. Il valore progressivo mensile è invece salito dallo 0,36% allo 0,59%.
I consumi evitati con l’ora legale nel 2026
L’ora legale, iniziata il 29 marzo 2026, ha consentito all’Italia di risparmiare circa 300 milioni di kWh di energia elettrica. Il volume equivale al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie.
Il minor consumo ha generato un risparmio economico superiore a 90 milioni di euro e una riduzione delle emissioni di CO2 stimata in circa 140 mila tonnellate. Sono i dati riferiti al periodo di ora legale del 2026.
Il risparmio elettrico e quello economico vengono indicati insieme alla stima sulle emissioni: tre misure riferite allo stesso periodo, iniziato il 29 marzo e diretto verso il ritorno dell’ora solare previsto nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026.
Il bilancio dal 2004 e il ritorno all’ora solare
Tra il 2004 e il 2026 l’ora legale ha ridotto i consumi elettrici italiani di oltre 12,3 miliardi di kWh. Nello stesso arco temporale, il risparmio economico complessivo per i cittadini è stato stimato in circa 2,4 miliardi di euro.
Il passaggio all’ora solare è previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Con quella data si chiude il periodo di ora legale iniziato il 29 marzo, cui si riferiscono i dati sui consumi, sul risparmio e sulle emissioni del 2026.
