SALGONO NEI SONDAGGI LEGA E MELONI SCENDONO RENZI E CALENDA

Una importante novità è emersa dall’ultimo sondaggio politico condotto da Swg e illustrato da Enrico Mentana nel corso del tg di La7. L’inizio dell’era Letta alla guida del Partito democratico avrebbe portato a un balzo di consensi per i dem. La crescita, però, non avviene a scapito della coalizione di centrodestra, saldamente in testa nelle intenzioni di voto. Sono Azione di Calenda e Italia viva di Renzi, infatti, a perdere alcuni punti decimali.

Il Pd è stato stabilmente intorno al 20% fino a che il governo giallorosso è stato in carica. Poi la scelta di sostenere Draghi, il ruolo sempre più definito di Giuseppe Conte come leader politico del M5s e la crisi interna che ha portato alle dimissioni di Zingaretti, hanno prodotto un vero e proprio crollo nei sondaggi.

Primo partito italiano si conferma la Lega che, con uno 0,7% guadagnato rispetto alla precedente rilevazione effettuata la scorsa settimana, raggiunge il 24,2%. Al secondo posto, ma ben distanziato, segue il Pd. I dem prendono uno 0,8 in più rispetto a sette giorni fa ed arrivano al 17,4%.

L’ultimo gradino del podio è diviso tra M5s e Fdi appaiati al 17%. I pentastellati, però, registrano una flessione dello 0,2% nonostante la spinta per la possibile ed imminente discesa in campo dell’ex premier Giuseppe Conte nel ruolo di nuovo capo politico. Il partito di Giorgia Meloni, invece, continua la sua scalata segnando un guadagno dello 0,2%.

Dal sondaggio condotto dalla Swg, Forza Italia otterrebbe il 6,5% dei consensi (-0,5%). Negativo il saldo di Azione Italia Viva. Il partito guidato da Carlo Calenda perde lo 0,5% e si attesta al 3,2% mentre quello guidato dall’ex rottamatore scende dello 0,3% e si ferma al 2,2%, bel al di sotto della soglia di sbarramento.

Le due anime di Leu, Sinistra italiana e Mdp Articolo 1, hanno rispettivamente il 2,8% ed il 2,4%. Gli italiani disposti a votare per +Europa, che attualmente sta vivendo una fase di tensioni interne culminate con la decisione di Emma Bonino di lasciare il partito, sarebbero il 2%. I Verdi, infine, si attestano all’1,9%.

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