Sanremo Giovani 2022: vince gIANMARIA con “La città che odi”
Dal palco del Casinò esce il cast definitivo del Festival: i 6 nomi che volano all’Ariston
Riflettori accesi, sipario alzato, cuore in gola per i partecipanti, occhi puntati quelli degli spettatori. Sanremo Giovani è la prima vera tappa di avvicinamento alla nuova edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 7 all’11 febbraio 2023. La trama è spietata, ma non troppo, il 50% dei concorrenti la spunta: dodici ragazzi si sfidano sul palco del Casinò della città rivierasca, ben sei i pass diretti per andare, fianco a fianco con i big, a giocarsi il tutto per tutto il prossimo anno all’Ariston. A trionfare sono: Shari, Colla Zio, gIANMARIA, Sethu, Will e Olly. Il vincitore di Sanremo Giovani è gIANMARIA con “La città che odi”. Il cast finale è composto da 28 cantanti.
Il meccanismo della serata di Sanremo Giovani, aperta nel ricordo di Sinisa Mihajlovic, è preciso e chiaro sin da subito. La scelta di chi supera il turno passa attraverso i voti del direttore artistico e conduttore Amadeus, di Federica Lentini, vicedirettrice Prime Time Rai, dell’autore Massimo Martelli e del maestro Leonardo De Amicis. Non c’è il televoto. Nonostante “la performance live non sia determinante, i ragazzi non si giocano tutto in una sera”, ha spiegato lo stesso Amadeus, tutti i giovani partecipanti cercano di dare il massimo sul palco. Gianni Morandi, che vedremo nei panni di co-conduttore a febbraio, regala alcune incursioni spalla a spalla con Amadeus, mentre i 22 big sfilano sul palco del Casinò svelando i titoli delle canzoni che presenteranno.
A inaugurare le performance di Sanremo Giovani è gIANMARIA, in total white, a suo agio sul palco, con l’ironica e frizzante “La città che odi”. Un nuovo tormentone? A seguire Noor con “Tua Amelie”, una canzone dalla struttura tradizionale, vecchio stile, che racconta un abuso, e Will con “Le cose più importanti”, un pezzo in cui il giovane artista crede molto, forse troppo, a livello interpretativo. A tentare di portare una ventata di freschezza, fra onde elettroniche, autotune e un giro di chitarra che spunta al momento giusto, ci pensa Olly con “L’anima balla”, un brano forte, ma non semplice da eseguire. Maninni, con in braccio la chitarra, esegue la notturna “Mille porte”, musicalmente densa, presentata con qualche sbavatura canora. “Asfalto” dei Colla Zio, fra rap e cassa dritta, riscalda l’atmosfera del Casinò. Quasi impossibile restare fermi. Il collettivo milanese fa il giusto casino e fa inorridire gli ortodossi: i più divertenti della serata. Il cantautorato di Fiat 131 è tutto dentro “Pupille”, nel bene e nel male. Un altro ritornello che si appiccica in testa, un po’ sempliciotto, è quello di “Malditè” di Mida.
Shari, in abito elegante e nero, avvolta in un’atmosfera dark, presenta “Sottovoce”, un mix di tradizione e cantautorato contemporaneo, con alcune parti rappate, mettendo in luce le sue doti vocali. Un’esibizione che, fra tutte, svetta. Un grillo sul palco, Giuse the Lizia: canta “Sincera”, che si distingue per un arrangiamento allegro, pur avendo un testo malinconico. L’obiettivo sarebbe proprio quello di ballare sulle difficoltà e le incertezze. Chiudono il cerchio delle esibizioni Romeo&Drill con il pezzo “Giorno di scuola”, poco a fuoco, e Sethu con “Sottoterra”, un brano che sembra una grande corsa.
