Scandurra, consulenze da 3,3 milioni? Nessuna corruzione
“Quello che mi sento di dire, innanzitutto, è che sono tranquillo. Anche adesso, nei giorni difficili di questa gogna mediatica. Sono tranquillo perché il mio lavoro è sempre stato alla luce del sole e ogni mio comportamento improntato alla massima trasparenza”. Lo ha detto l’architetto Scandurra, progettista e membro della Commissione paesaggio del Comune di Milano, in un colloquio con La Stampa.
Scandurra è uno dei sei indagati per cui la procura di Milano ha chiesto una misura cautelare.
“La mia nomina è avvenuta seguendo le regole del Comune, che ha ritenuto di onorarmi di questo incarico. Ho sempre tenuto distinti i miei interessi personali dal mio ruolo pubblico. Ho inteso portare avanti l’incarico all’interno della Commissione paesaggio come un servizio civico, sentendone profondamente la responsabilità – è importante che questo emerga – una responsabilità nei confronti dei cittadini e del bene pubblico.
Ho sempre rivolto tutta la mia attenzione alla qualità dei progetti, unicamente per il bene della città. Dell’urbanistica”, afferma l’architetto.
Riguardo i 3,3 milioni in consulenze ricevuti dai costruttori, che secondo gli inquirenti testimonierebbero la corruzione, Scandurra replica: “È tutto chiaro. Visibile.
Trasparente. Ho sempre lavorato in coscienza e buona fede. Ci possono essere modi più subdoli di fare, io non mi sono mai nascosto. Il comportamento che qualcuno ritiene ambiguo, per me è l’esatto contrario. Non mi sono mai confuso sotto altre firme.
Non ho mai ricevuto denaro, senza fare fino in fondo il mio lavoro”.
