Scontri Roma al corteo: identificati tra 300 e 350 persone

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Il corteo contro il carovita a Roma ha avuto disordini pomeridiani e serali; le fonti divergono tra 300 e 350 persone identificate dopo gli scontri.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: Corteo di manifestanti in una strada di Roma con forze dell’ordine schierate e idranti sullo sfondo

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale: non ritrae l'evento, le persone o i luoghi di cui parla l'articolo.

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Secondo la Repubblica Roma, venerdì 30 ottobre 2026, a Roma, gli scontri si sono verificati nel pomeriggio nei pressi del Colosseo e di via Claudia e in serata sul lungotevere. Sul numero delle persone identificate le fonti divergono: 300 per Repubblica e Adnkronos, 350 per il Corriere della Sera.

La protesta si è svolta nel giorno dello sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base contro carovita, riarmo e guerra. Hanno partecipato studenti, lavoratori, precari, agricoltori, pensionati, movimenti per il diritto alla casa e sindacati di base.

Le stime sulla partecipazione alla mobilitazione

I numeri complessivi delle presenze nelle diverse città italiane sono stati al centro di valutazioni molto distanti. L’Usb ha parlato di partecipanti “oltre un milione”, mentre il Viminale ha indicato 255mila persone. Per la Capitale, gli organizzatori hanno stimato centomila partecipanti.

  • Oltre un milione di partecipanti nelle diverse città, secondo l’Usb;
  • 255mila partecipanti nelle diverse città, secondo il Viminale;
  • Centomila partecipanti a Roma nella stima degli organizzatori;
  • Circa 2mila persone nel corteo serale, secondo il Corriere della Sera.

Il corteo del mattino e i disordini al Colosseo

La manifestazione principale della mattina si è svolta senza incidenti, secondo ANSA. Nel pomeriggio, però, uno spezzone di circa 300 persone si è separato dal corteo e si sono verificati disordini nei pressi del Colosseo e di via Claudia.

Sono stati riferiti lanci di oggetti contro gli agenti e l’incendio di alcuni cassonetti; le forze dell’ordine hanno effettuato una carica di alleggerimento. Sulla natura degli oggetti impiegati, i resoconti non coincidono: ANSA parla di oggetti e cassonetti incendiati, Adnkronos cita anche sassi, molotov e l’incendio di cassonetti e biciclette.

Il tentativo di raggiungere il Parlamento

In serata, dopo un presidio davanti al ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, un gruppo di manifestanti ha tentato di raggiungere il Parlamento. Il corteo ha incontrato presidi delle forze dell’ordine a Ponte Sisto, ponte Garibaldi e nei pressi dell’Isola Tiberina.

“Andiamo in Parlamento!” — manifestanti

Durante gli scontri serali sono stati riferiti lanci di bottiglie, ulteriori cariche e l’impiego di idranti sul lungotevere. Il Corriere della Sera ha riferito anche di otto persone fermate; ANSA ha indicato che i fermati erano accusati di avere tentato più volte di superare gli sbarramenti.

La posizione di Piantedosi

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato gli scontri sostenendo che il diritto a manifestare pacificamente fosse stato tutelato.

“Il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente è stato garantito, nonostante alcuni violenti”. — Matteo Piantedosi

Il ministro ha definito i dispositivi di sicurezza caratterizzati da “equilibrio ed efficacia”.

Non è chiarito il numero definitivo delle persone identificate e non è riportato l’esito giudiziario per gli otto fermati.


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