Scontro sulla Commissione vaccini, Salvini contro Schillaci: “Qualcosa al ministero non va”
Dopo l’irritazione della premier Giorgia Meloni sulla vicenda della revoca delle nomine della commissione vaccini per la presenza di due esponenti critici nei confronti delle immunizzazioni, Lega e Fratelli d’Italia confermano una secca distanza dalla scelta del ministro della Salute Orazio Schillaci, mentre resta ferma la difesa di Forza Italia che per voce della vicepresidente del Senato Licia Ronzulli parla di “un atto di responsabilità e tutela verso i cittadini”.
Una tesi rigettata in toto dal leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini: “Qui non ci sono dei dogmi e da un comitato consultivo di 20 persone azzerare chi non la pensa come il mainstream, non mi sembra scientificamente corretto.
Detto questo – replica secco -, il Ministro ha deciso di testa sua, cioè prima ha nominato la Commissione, poi se l’è auto azzerata: evidentemente al ministero c’è qualcosa che non funziona perché o si è distratto prima o si è distratto dopo. Delle due l’una, visto che le ha firmate lui e li ha rimossi lui”. Ma la scelta di Schillaci fa reagire anche un altro componente del governo: “Gli organismi plurali servono a contenere idee differenti” e “la storia insegna che non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto”, interviene con un colloquio con Il Foglio, il ministro delle politiche Agricole Francesco Lollobrigida. Può esserlo, concede, “statisticamente, ma lasciare spazio a tesi diverse e non soffocarle è la strada maestra”, è l’invito che Lollobrigida rivolge a chi vuole intervenire sull’intera vicenda del Nitag, l’organismo consultivo sulle politiche vaccinali, di cui facevano parte l’ex ematologo Paolo Bellavite e il pediatra Eugenio Serravalle, accusati di sostenere posizioni no vax.
