Selvaggia Lucarelli: “Mi querelano per tutto, ho speso 100 mila euro in due anni per difendermi”

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La giornalista ne ha parlato ospite di BSMT, il podcast di Gianluca Gazzoli

Due ore di intervista, senza tralasciare nulla, dal pandoro gate alla crisi dei Ferragnez – su cui ha scritto il suo ultimo libro – ma anche la vicenda della ristoratrice di Lodi, il ragazzo morso dallo squalo in Australia – altro caso di beneficenza opaca di cui si è occupata – e ovviamente le difficoltà incontrate durante la sua carriera. Selvaggia Lucarelli non si è risparmiata con Gianluca Gazzoli, ospite del suo podcast, BSMT.

La giornalista è scesa nei dettagli quando il conduttore le ha chiesto come vive gli ostacoli nella sua professione: “Mi dispiace molto quando persone che hanno strumenti, quindi magari colleghi, persone che hanno studiato e sanno quanta fatica c’è dietro questo lavoro, cercano di delegittimarmi parlando di gossip. L’ha fatto anche Saviano di recente e mi è molto dispiaciuto – ha spiegato – Probabilmente era arrabbiato perché avevo scritto un articolo pungente su di lui, però bisognerebbe cercare di rimanere sul tema e non di andare a intaccare la credibilità di chi scrive”. Selvaggia Lucarelli ci ha tenuto a sottolineare un aspetto: “Molti non hanno capito una cosa secondo me, anche questi giorni in cui dicono che diventerò ricca con il libro sui Ferragnez. I miei social non sono fonte di ricchezza, ma casomai sono un grosso problema dal punto di vista economico. Sono un pessimo investimento. Io vengo querelata per qualsiasi cosa. Ricevo decine e decine di querele durante l’anno. A oggi sono incesurata, quindi vuol dire che sono nella maggior parte dei casi querele con una funzione intimidatoria. A me costa difendermi nei tribunali, ve lo posso garantire. Negli ultimi due anni ho speso forse 100 mila euro di avvocati, tra cause e altro”. E un aspetto è fondamentale: “Per far archiviare delle cose, perché a processo sono arrivata 4 o 5 volte nella vita. Ma forse neanche 4 o 5. Mi difendo solo per farle archiviare, quindi sono assolutamente querele pretestuose, come quella per il ‘bimbominchia’ (fatta da Fedez, ndr). Però per farle archiviare spendi 2, 3 mila euro a botta”. 

Da qui la precisazione: “Quando le persone dicono ‘Selvaggia Lucarelli è l’altra faccia di Chiara Ferragni, fanno lo stesso mestiere’. No. Io non vendo niente sui social e spendo un sacco di soldi, nell’altro caso si vende tutto e si guadagnano anche un sacco di soldi. Posso essere poco simpatica, posso essere alle volte un po’ rude nei modi, ma se non amassi questo lavoro, se non avessi questo profondo senso di giustizia…. Il fatto che io faccia questo mestiere perché ho una vera passione per questo lavoro  e sia un vero investimento per me inseguire la verità – ha concluso – almeno su questo non vorrei essere criticata”. E come darle torto. (Today.it)

Immagine: Radio 105

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