Sette forme di riposo: oltre il sonno, dal corpo alle emozioni
Il modello di Saundra Dalton-Smith distingue sette forme di riposo, dal recupero fisico a quello emotivo, oltre il solo sonno.
Pausa di riposo vicino ai luoghi del festival Sankranti. Foto: Siddharthabandi — CC BY-SA 4.0, via wikimedia
“Person resting on a bench near the Sankranti festival grounds in Korlagunta, Andhra Pradesh 01” by Siddharthabandi is licensed under CC BY-SA 4.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org
Secondo iO Donna, le sette forme di riposo proposte da Saundra Dalton-Smith, autrice di Sacred Rest, descrivono il recupero come un processo che va oltre il sonno. Il riposo è necessario per il consolidamento della memoria, la regolazione delle emozioni e l’equilibrio ormonale.
Il modello distingue dimensioni fisiche, mentali, sensoriali, creative, emotive, sociali e spirituali. Dormire più a lungo, quindi, non risolve necessariamente l’esaurimento quando il deficit riguarda una delle altre forme di recupero.
Le sette dimensioni del recupero
Il riposo fisico comprende il sonno, ma anche attività a basso impatto come stretching, yoga e ginnastica dolce. Non si esaurisce dunque nelle ore trascorse a letto.
Accanto alla componente fisica, il modello individua il riposo mentale, sensoriale, creativo, emotivo, sociale e spirituale.
- Riposo mentale: una delle dimensioni indicate dal modello.
- Riposo sensoriale: tempo in silenzio, con luce soffusa o nella natura.
- Riposo creativo: una delle sette aree di recupero.
- Riposo emotivo: spazio per esprimere i sentimenti senza trattenerli.
- Riposo sociale e spirituale: le altre due dimensioni individuate da Sacred Rest.
Memoria, emozioni e mancanza di pause
Il riposo viene descritto come necessario per la memoria, la regolazione delle emozioni e l’equilibrio ormonale. Le sette dimensioni proposte da Dalton-Smith affiancano al sonno forme di recupero fisiche, mentali, sensoriali, creative, emotive, sociali e spirituali.
La mancanza cronica di pause può favorire burnout, ansia e disturbi psicosomatici. Il modello non attribuisce al solo riposo fisico il compito di rispondere a ogni forma di esaurimento.
Quando il sonno non basta
Secondo iO Donna, per il riposo sensoriale vengono indicati ambienti silenziosi, luce soffusa e natura. Il riposo emotivo, invece, consiste nella possibilità di mostrare ciò che si prova senza l’obbligo di trattenere i sentimenti o di gestirli continuamente per gli altri.
La mancanza cronica di pause può favorire burnout, ansia e disturbi psicosomatici.
Il disagio del rientro dalle vacanze
Secondo iO Donna, Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa clinica, collega un disagio molto intenso e persistente al rientro alla possibilità che la vita quotidiana sia diventata poco soddisfacente.
«Se però il rientro provoca un disagio molto intenso e persistente, può essere utile fermarsi a riflettere. In alcuni casi, infatti, il malessere non dipende tanto dalla fine della vacanza quanto dal fatto che la vita quotidiana è diventata poco soddisfacente.»Marinella Cozzolino
Il disagio intenso e persistente può dunque indicare una quotidianità diventata poco soddisfacente.
Portare nella quotidianità ciò che ha fatto bene
La proposta di Cozzolino è individuare gli elementi della vacanza che hanno prodotto benessere e integrarli nella quotidianità.
Il rientro può così diventare un’occasione per costruire una vita più equilibrata e vicina ai propri bisogni.
Le indicazioni del modello
Il modello di Saundra Dalton-Smith indica sette forme di riposo, senza sovrapporre il recupero fisico a quello mentale, sensoriale, creativo, emotivo, sociale e spirituale. Il sonno resta compreso nel riposo fisico, insieme a stretching, yoga e ginnastica dolce.
Le fonti disponibili non riportano studi scientifici specifici a sostegno delle sette dimensioni e non stabiliscono quanto debba durare ciascuna forma di riposo. Il punto indicato da Cozzolino resta l’integrazione nella quotidianità degli elementi della vacanza che hanno prodotto benessere.
