SI RIAPRONO ANCHE LE FRONTIERE E IL TURISMO EUROPEO

Domani, 18 maggio, forse sapremo se da giugno anche gli italiani riusciranno a spostarsi nei Paesi Ue in libertà, senza quarantene e autocertificazioni. Roma ha già deciso che le frontiere italiane a tutti i cittadini dell’area Schengen senza distinzioni, senza quarantena e senza autocertificazione. E domani il ministro degli Esteri Luigi Di Maio cercherà di aprire canali simili anche con gli altri Paesi Ue nella videoconferenza che si terrà sull’argomento tra i ministri degli Esteri europei. Obiettivo usare le prossime due settimane per arrivare a un’uscita totale dal confinamento in modo coordinato come anche auspicato dalla Commissione europea.

In ballo ci sono le vacanze degli italiani e degli europei ma anche la sopravvivenza del settore turistico che nella Ue vale il 10% del Pil, pari a circa 1.400 miliardi, e che per alcune regioni italiane è la principale attività economica. Per questo la Commissione Ue ha presentato mercoledì scorso un pacchetto di linee guida per aiutare gli Stati membri a uscire gradualmente dal lockdown e in modo coordinato nel rispetto della salute. Si tratta però di raccomandazioni, perché vanno a toccare settori di competenza esclusiva degli Stati membri come le frontiere e la sanità. Per la Commissione è fondamentale il principio di non discriminazione: se uno Stato membro decide di permettere di viaggiare all’interno del proprio territorio o in specifiche regioni del proprio territorio, deve farlo in modo non discriminatorio consentendo l’accesso a chi proviene da tutte le aree, regioni o Paesi che nella Ue hanno una situazione epidemiologica simile e in cui «vi sono capacità sufficienti in termini di ospedali, test, sorveglianza e monitoraggio di contatti».

Alcuni Stati Ue si stanno già muovendo e stanno aprendo le frontiere ai Paesi confinanti. L’Italia al momento è però esclusa. 

Le frontiere Italia-Austria

Dalla mezzanotte di ieri, ad esempio, l’ Austria riaprirà le frontiere con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l’Ungheria. I controlli ai confini saranno allenati e questo consentirà la libera circolazione delle persone e delle merci e migliorerà la situazione per i pendolari e per chi vive nelle zone prossime alla frontiera. L’Austria tre giorni fa aveva già riaperto le frontiere con Germania, Liechtenstein e Svizzera. Ma ha ribadito la chiusura delle frontiere con l’Italia se non per motivi di lavoro e traffico merci. Insomma: le frontiere Italia-Austria restano chiuse: può entrare solo chi ha n tampone negativo non più vecchio di 4 giorni o chi accetta di sottoporsi a un isolamento di 14. Anche l’Italia non le ha ancora allentate nei confronti di Vienna e degli altri Paesi Ue, ma dal 3 giugno sarà diverso.  

Le frontiere Italia-Slovenia

La Slovenia, primo Paese ad avere dichiarato la fine dell’emergenza, inizialmente ha annunciato confini aperti ai cittadini Ue per poi precisare che servono prima negoziati bilaterali con i vicini. Quindi proseguirà i controlli alle frontiere. Le frontiere con la Slovenia, insomma, restano chiuse, con 9 checkpoint funzionanti: può entrare chi ha un test negativo non più vecchio di 4 giorni. 

I viaggi per la Grecia

Con la Grecia i collegamenti aerei con l’Italia sono sospesi fino al 31 maggio e come ricorda il sito dell’ambasciata d’Italia ad Atene, in base alla normativa vigente in Italia, sono vietati i viaggi e gli spostamenti per turismo dall’Italia all’estero. 

Le frontiere con la Svizzera

La Svizzera ha fatto sapere che riaprirà le frontiere con Germania, Francia, Austria a patto che l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus lo permetta e alle stesse condizioni frontiere spalancate, anche per turismo, tra Austria e Germania, Francia e Germania. Berlino sta però lavorando al ripristino totale della libera circolazione delle persone dai Paesi Schengen. In Svizzera gli italiani hanno continuato a recarsi anche durante il lockdown per motivi di lavoro. Le frontiere restano aperte per chi ha un permesso di lavoro o di soggiorno.

I viaggi per la Spagna

Gli italiani che vorranno andare in Spagna, invece, dovranno tenere presente che Madrid ha prolungato lo stato di emergenza per un altro mese. Per chi arriva dall’Italia è prevista la quarantena.

Le frontiere con la Francia

Con la Francia le frontiere sono aperte a chi ha famigliari o motivi di lavoro «esenziali».

I viaggi per la Germania

Le frontiere sono aperte a chi è residente o a chi ha «comprovata urgenza»: obbligatorio, però, isolarsi per 14 giorni.

Gli altri Paesi: dal Belgio agli Usa

Alcuni Paesi impongono la quarantena a chi arriva dall’Italia, dal Belgio alla Danimarca all’Olanda (dove l’isolamento è consigliato). Non ci sono restrizioni per chi arriva dall’Italia negli Stati Uniti. Con la Cina le frontiere sono ancora chiuse, salvo eccezioni.

I principi per allentare il lockdown europeo

La questione sicurezza resta prioritaria, il timore è una seconda ondata di contagi. I tre principi su cui si basa la strategia europea per l’allentamento del lockdown coordinato si basa su tre criteri: epidemiologico (l’Agenzia europea che monitora l’andamento epidemiologico Ecdc, aggiornerà una lista di aree a bassa circolazione del virus); capacità di contenimento e capacità di tracciamento attraverso le app. Il ripristino dei trasporti transfrontalieri aerei, ferroviari, marittimi e stradali dovrà tenere conto di misure di sicurezza per la salute come la riduzione della densità dei passeggeri e il distanziamento. ( Qui una proposta, al vaglio della Commissione europea, che prevede l’istituzione di «zone rosse» e «verdi» in tutta Europa). Lo sforzo diplomatico è quello di arrivare a una riapertura totale delle frontiere da metà giugno. Fino al 15 sono chiusi i confini per chi viene da Paesi extra Ue.

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