Silver torna con il nuovo singolo ‘I bambini ci guardano sempre’
Nuovo singolo per l’ex talento di “X Factor”, a sei anni dall’album d’esordio
Silver torna con un nuovo singolo, a sei anni dall’uscita dell’album eponimo – il primo dopo l’esperienza a “X Factor”: nel 2009 arrivò quarto nell’edizione vinta da Marco Mengoni, preso sotto la sua ala protettiva da Morgan – e dopo i singoli “Let me fall in love” e “Power of love”. Si intitola “I bambini ci guardano sempre” ed è firmato dal cantautore bergamasco insieme a Carlo Montanari (gli arrangiamenti sono stati invece curati da Simone Laurino).
Cresciuto con la musica dei Beatles e di Bob Dylan, Silvio Barbieri – questo il vero nome di Silver – ha mosso i suoi primi passi sui palchi insieme alla band dei Sunshine, con la quale si è preso le sue prime soddisfazioni.
Nel 2009 l’ingresso a “X Factor”: Morgan lo sceglie tra i concorrenti della squadra dei ragazzi e delle ragazze – all’epoca non c’era ancora la divisione per sesso – dai 16 ai 24 anni, capitanata proprio dal già leader dei Bluvertigo. “X Factor? Lo rifarei, certo. Senza il talent chissà quanti anni ci avrei messo a raggiungere i tanti piccoli traguardi conquistati in questi dodici anni, tra collaborazioni, duetti, dischi e programmi tv”. Silver venne eliminato prima della finale, giusto il tempo di cantare l’inedito, “Fuori c’è il sole”: una canzone pop leggera contro la quale si scagliò Morgan, il suo giudice. L’ex leader dei Bluvertigo accusò i discografici della Sony di aver affidato ai cantanti inediti indecenti: “Morgan fece un po’ di casino, ci teneva a me. Il singolo di fatto non uscì, a differenza degli inediti degli altri, per questioni legali. Decisi di non rinnovare il contratto discografico, terminati i 90 giorni dopo la fine del programma”.
In questi dodici anni Silver non si è mai fermato: ha pubblicato svariati singoli, un album, partecipato a diverse rassegne e programmi tv, collaborato con – tra gli altri – Andy dei Bluvertigo ed Eugenio Finardi, e suonato tantissimo: “Arrivai a X Factor con le mie gambe. Altri avevano alle spalle squadra di lavoro già ben oliate, con produttori importanti a sponsorizzarli. Io no. Anche per questo essere arrivato fino alla semifinale per me fu una conquista. I mesi successivi alla partecipazione furono duri. Ti sembra di essere arrivato dove nessuno è arrivato prima di te e hai difficoltà a restare con i piedi piantati a terra. È brutto quando l’effetto X Factor comincia ad affievolirsi, fino a spegnersi. All’epoca c’erano anche grossi pregiudizi. Per le radio chi usciva da un talent era il male. C’è voluto tempo affinché gli ex concorrenti di X Factor o di Amici venissero considerati alla pari di chi sceglie il percorso ‘classico’”.
