Simon Messner sulle orme di papà Reinhold in un film 

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“Avrebbe preferito che facessi altro, conosce infatti i rischi”

Cinquant’anni dopo la tragedia sul Nanga Parbat, nella quale perse la vita Günther Messner, il fratello Reinhold è tornato con il figlio Simon ai piedi dell’Ottomila per ricordare i tragici fatti.

Il viaggio diventa anche occasione per i due per analizzare il loro rapporto padre-figlio.

Simon racconta la loro esperienza nel film “Traditional Alpinism”, la prima pellicola non realizzata in cordata con il padre, ma da solo per raccontare – tra l’altro – Reinhold. Il 30enne segue le orme di suo padre non solo con i film di montagna, ma anche come alpinista. “Avrebbe preferito che facessi altro, proprio perché sa cosa significa arrampicare e quali sono i rischi”, dice il figlio. 
   

Il film è dedicato soprattutto all’alpinismo tradizionale, quello senza ‘trucchetti’, che lega i due Messner. Reinhold è infatti considerato il ‘re degli ottomila’ per aver scalato per primo tutte le 14 vette che superano questa quota e soprattutto per averlo fatto rigorosamente senza bombole d’ossigeno. Simon si dedica invece alle vette inviolate. Nel suo palmarès annovera già sei- e settemila mai scalati prima. I rapporto padre-figlio non è sempre facile, soprattutto se il genitore è una figura così ingombrante come lo è Reinhold. Sono comunque più le cose che legano i due di quelle che li separano. Simon seguirà le orme di suo padre non solo in montagna, ma anche come contadino. 
   

Questo inverno il 30enne e sua compagna Anna, entrambi microbiologhi, si trasferiranno da Innsbruck a Castel Juval, la dimora dei Messner in val Venosta, e gestiranno i due masi delle famiglia. (ANSA). 

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