Sinner padrone di cinque corone: è il primo a riuscirci in 55 anni

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Ormai Jannik Sinner ci ha abituato a una serie innumerevoli di prime volte. Primati che si susseguono ritoccando, di settimana in settimana, una storia incredibile. Con la vittoria di Wimbledon domenica scorsa, Jannik è diventato il primo giocatore dal 1970, ovvero da quando esistono le Finals (un tempo Masters) a essere contemporaneamente campione in carica di tre Slam su quattro (Stati Uniti, Australia e Wimbledon), delle Finals e della Davis. Una vera rarità che rende le imprese del numero 1 al mondo ancora più splendenti. In passato altri tennisti si erano ritrovati a detenere in contemporanea tre Slam e Finals. Ma non la Coppa Davis. Il primo a riuscirci era stato Pete Sampras, che dopo il successo a Wimbledon nel 1997 si trovò campione in carica dell’Australian Open e dei Championships nel 1997, e di Us Open e Finals 1996, ma niente Insalatiera. Ci erano riusciti anche Roger Federer (2004, 2006 e 2007) e Novak Djokovic (2015, 2016 e 2023), ma anche loro senza il trionfo con la nazionale. 

AMICIZIE

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Ora Jannik si sta godendo le amicizie, come quelle del pilota Giovinazzi e del ciclista Ciccone. Ragazzi semplici, come lui, che condividono comunque la vita impegnativa dell’atleta professionista. La loro vicinanza è stata fondamentale nei giorni difficili della squalifica, quando è dovuto restare lontano dai campi. Mesi di sofferenza che lo hanno fatto crescere ancora, proprio come la finale del Roland Garros persa dopo aver avuto tre match point. Un ricordo cancellato dalla gioia di Wimbledon: “Non credo che nel nostro sport esista il fallimento se si dà il 100% e si fa del proprio meglio – ha detto il giorno dopo il trionfo -. Si possono avere giorni buoni e giorni cattivi. Io sono fortunato ad averli vissuti entrambi. Se non si vivono le giornate negative, non si apprezzano quelle positive. Ho attraversato momenti difficili dentro e fuori dal campo. Questo trofeo era solo un sogno qualche tempo fa, ora è diventato una realtà”. Il sogno dei sogni, come lo ha definito durante la premiazione, ma davanti a sé ci sono nuovi obiettivi. Primo tra gli altri difendere la vetta della classifica dall’assalto di Carlos Alcaraz e allungare il suo regno da numero 1 che dura da 58 settimane. 

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