“Sono scappata in Colombia, pensavo di non tornare”: la lettera choc di Alessandra Amoroso
Un momento toccante in cui la cantante per la prima volta ha raccontato quanto è stata male per le offese e le minacce di morte che ha ricevuto per non aver fatto un autografo
Alessandra Amoroso per la prima volta a Sanremo. Per l’occasione, che per lei sarà un po’ come una rinascita, in conferenza stampa ha parlato del perché per un periodo è stata assente. La cantante ha letto una lettera in cui uno dopo l’altro aveva riportato gli insulti e le offese che in un brevissimo lasso ti tempo le sono piovute addosso. Parole che inevitabilmente l’hanno fatta soffrire e alle quali non era preparata. Per sfuggire dal dolore ha fatto un viaggio in Colombia, da dove aveva pensato di non tornare, e poi ha intrapreso un percorso di psicoterapia una volta tornata in Italia.
“Porto a Sanremo un brano che parla di cadute, di difficoltà nella vita. Nell’ultimo anno, sono caduta e sono qui a raccontarvi la mia storia: una valanga d’odio mi ha investito come non è mai successo in 15 anni di carriera. Insulti e minacce di morte che mi hanno ferito profondamente”. Alessandra Amoroso, dopo un anno racconta dal suo lato la shitstorm che l’ha travolta per aver nega un autografo.
“Ci sono dei meme su cui ho sempre scherzato per prima, ma io parlo degli insulti molto gravi e delle minacce di morte che mi arrivavano quotidianamente. Quella valanga è iniziata qualche giorno prima che affrontassi uno dei momenti più importati della mia carriera il mio primo concerto a San Siro. Io ero così concentrata su quello che non mi sono resa conto di tutto quello che stava accadendo tutto intorno a me, subito dopo San Siro l’adrenalina è iniziata a scendere e io ho iniziato a percepire per davvero quale fosse la gravità della situazione. Mi hanno ferita profondamente e, mentre soffrivo, l’unica reazione è stata la rabbia. Poi ho capito non solo stava impattando su Alessandra cantante, ma anche su Alessandra persona. Mi sono sentita messa all’angolo”.
“Ho portato a termine il tour, ogni sera dovevo salire sul palco e avere la carica per dare il meglio, per chi lavora con me e che mi ha sempre sostenuta. Ma alla fine mi sono concessa finalmente di non stare bene, e di allontanarmi. Sono scappata in Colombia e in quel periodo non ho mai pensato di voler tornare. Stare lontano era quello di cui avevo bisogno”. Poi la decisione di rientrare “e affrontare quello che era successo: lo dovevo a me e a tutti quelli che non hanno smesso di dimostrarmi il loro amore. Ho ripreso il mio percorso di terapia e mi sono riavvicinata alla musica”.
Questi sono solo alcuni dei commenti che ha letto in quei giorni: “La figlia di Fantozzi, la rana mostruosa, ancora parli ma non ti fai schi da sola, se fai un porno giuro che lo guardo anche se altre attrici hot non sono d’accordo, venduta, a cazzara per du spicci subito apri il c*lo, sparisci merda, fottiti scema, mi fai solo schifo, una merda di cane per strada è meglio di te, tra un po’ ti trovano su youporn, me per puoi morire di fame, ma questa versione cagnone senza appello?, cesso ambulante”.
Ora però un nuovo inizio. Il brano che ha deciso di presentare a Sanremo, e che Amadeus ha scelto, racconta e rappresenta il momento così difficile che ha vissuto. “Non è importante la caduta e neanche l’atterraggio, ma come ci si rialza e cosa si decide di imparare da quella caduta. Così è nata Fino a qui. È un abito che mi sono cucita addosso, ma che può adattarsi a tutti. Negli anni ho sempre detto che per andare a Sanremo aspettavo la canzone giusta: questa lo è”. (Today.it)
Immagine: MAM-e.it
