SPORT: NUOTO, LA LEN
Chiuso il congresso straordinario della Len a Francoforte. La Federazione europea di nuoto ha eletto il nuovo presidente, il portoghese Antonio Josè Silva per acclamazione. Dopo aver votato, con 92 voti a favore e 8 contro, la sfiducia al precedente gruppo dirigente il cui numero uno era l’italiano Paolo Barelli. Il quale, dopo la sfiducia, ha deciso di ritirarsi e di non partecipare alla nuova elezione.
La conseguenza è che per la prima volta nella storia l’Italia, paese fondatore Len, non avrà un rappresentante. Non solo: il vuoto avverrà anche nella Fina, la federazione mondiale. Perché la regole vuole che il presidente Len sia anche di diritto vicepresidente Fina. Sostanzialmente le ripercussioni ci saranno, a cascata, anche nelle varie commissioni tecniche delle specialità sportive (nuoto, pallanuoto, sincronizzato, tuffi).
Un vuoto politico clamoroso, dovuto all’accorpamento delle cariche di Paolo Barelli che attualmente è anche presidente della Federnuoto italiana. Il quale resta coinvolto in altre due stituazioni: la prima, l’indagine della magistratura svizzera sull’operato Len. La seconda, un procedimento disciplinare, sia di Fina che di Len, sul suo operato (in particolare un documento presentato alla vigilia del congresso straordinario) il cui esito potrebbe conoscersi prima dell’estate.
E, a proposito di estate, sullo sfondo – ad agosto – ci sono in agenda gli Europei di nuoto tanto voluti dalla ex sindaca Raggi. A Roma, esatto. Si terranno? Perché il punto interrogativo si pone in maniera forte.
