SPORT: SCI, DISCESA LIBERA
PECHINO – Christof Innerhofer fuori dopo poche porte, Dominik Paris sesto e Matteo Marsaglia quindicesimo mentre l’oro al collo se lo mette Beat Feuz davanti all’eterno Johan Clarey e Matthias Mayer. Gli azzurri restano a bocca asciutta nella discesa maschile. Le maggiori speranze erano riposte in “Domme”, in questa stagione primo a Bormio e terzo a Wengen, ma dopo un inizio promettente si perde e alla fine chiude a poco più di mezzo secondo da Feuz. “Arrabbiato? Ormai non mi arrabbio più – commenta quasi sconsolato – Quando rivedrò le immagini cercherò di capire dove potevo fare meglio ma ho dato il massimo, ho dato tutto, solo che non era abbastanza”.
La parte centrale ha fatto la differenza in negativo (“ho commesso un piccolo errore ma non pensavo pesasse così tanto”) anche se Paris non cerca alibi, che si tratti di materiali (“conta la sciata: la mia è più dinamica e rende di più sul ghiaccio come a Bormio che su certa neve”) o della pista: “Questa è un po’ strana ma non è che servisse chissà cosa, bisogna sapersi adattare e Feuz, che è il miglior discesista degli ultimi anni, lo sa fare”.
Anche Marsaglia si congratula con lo svizzero (“si merita l’oro”) e sulla propria prova non ha molto da ridire: “Ho commesso un grosso errore a metà gara, peccato, magari non era una prestazione da medaglia ma potevo stare più vicino ai primi 6-7. Non erano comunque condizioni adatte a me, sono contento di quello che ho fatto e di essere rimasto in piedi, perché ho rischiato di finire contro le reti”.
